Requisiti commercio e somministrazione

Requisiti commercio e somministrazione

  • Quali sono i requisiti PROFESSIONALI necessari per l'accesso e l'esercizio delle attività di vendita e somministrazione di alimenti e bevande, dopo le modifiche introdotte dal D.lgs n.59/2010 ? vedi

    L'art 71 del D.lgs.59/2010 al co. 6, come modificato a seguito del D.lgs. 147/2012, disciplina la materia dei requisiti professionali di accesso e di esercizio delle attività commerciali; di seguito riportiamo il testo normativo:

    "comma 6.   L'esercizio,    in    qualsiasi    forma    e    limitatamente all'alimentazione umana, di un'attivita' di  commercio  al  dettaglio relativa al settore merceologico  alimentare  o  di  un'attivita' di somministrazione di alimenti e bevande e'  consentito  a  chi  e'  in possesso di uno dei seguenti requisiti professionali:

    a) avere frequentato con esito positivo un corso professionale per il commercio, la preparazione  o  la somministrazione  degli  alimenti,istituito o riconosciuto dalle regioni o dalle province  autonome di Trento e di Bolzano;

    b)  avere,  per  almeno  due  anni,  anche  non  continuativi,  nel quinquennio precedente, esercitato in proprio attivita' d'impresa nel settore alimentare o nel settore della somministrazione di alimenti e bevande o avere prestato la propria opera, presso  tali  imprese,  in qualita'  di  dipendente qualificato,   addetto   alla   vendita   o all'amministrazione o alla preparazione degli alimenti, o in qualita' di socio lavoratore o in altre posizioni equivalenti o,  se  trattasi di   coniuge,   parente   o   affine,   entro   il    terzo    grado, dell'imprenditore, in qualita' di  coadiutore  familiare, comprovata dalla iscrizione all'Istituto nazionale per la previdenza sociale;

    c) essere in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore  o di  laurea,  anche  triennale,  o di  altra  scuola   ad   indirizzo professionale, almeno triennale, purche' nel  corso  di  studi siano previste materie attinenti al commercio,  alla  preparazione  o  alla somministrazione degli alimenti."

    Il comma 6bis prevede inoltre che "sia per le imprese individuali che  in caso di societa', associazioni od organismi collettivi, i  requisiti  professionali ... devono essere posseduti dal titolare o rappresentante legale,  ovvero,  in  alternativa, dall'eventuale persona preposta all'attivita' commerciale."

    Il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) ha risposto a svariati quesiti sorti a seguito dell'introduzione del nuovo dettato normativo; segnaliamo il sito del Ministero dello Sviluppo Economico > normativa > altri atti amministrativi ove è possibile reperirei testi integrali delle risoluzioni ministeriali.

    > Il corso professionale, la pratica professionale ed il diploma o la laurea , di cui alle lettere a),b),c) del comma 6, art 71 del D.Lgs n. 59/2010 -  che abbiano come oggetto il solo commercio di prodotti alimentari, danno diritto ad accedere anche all'attività di somministrazione di alimenti e bevande e viceversa.

    > E’ da intendersi requisito professionale valido ai fini dell’avvio anche:
    - l’esercizio in proprio dell’attività;
    -  l’aver esercitato in qualità di associato in partecipazione con regolare posizione Inps e Inail;
    -  l’attività svolta presso imprese artigiane di produzione alimentare,
    comunque sempre per almeno due anni, anche non continuativi, nel quinquennio precedente.

    Il Ministero dello Sviluppo Economico ha emanato la Circolare n. 3642/C del 15 aprile 2011 con la quale ha fornito ulteriori indicazioni in merito ai titoli di studio e di qualificazione professionale validi ai fini dell’avvio dell’attività di vendita e somministrazione di alimenti e bevande.

    La valutazione sulla validità di un titolo di scuola secondaria o di laurea o professionale, per l’attività di vendita dei prodotti alimentari e per la somministrazione, è fondata sulla verifica dei programmi di studio prescritti dall’ordinamento vigente nel periodo di frequenza e di conseguimento del medesimo.
    La circolare fornisce un elenco di titoli suddivisi in Titoli di studio universitari, Titoli di scuola secondaria superiore e Sistema di istruzione e formazione professionale.

    > I soggetti in possesso dell’iscrizione nel Registro Esercenti il Commercio (REC) per l’attività  di somministrazione di alimenti e bevande ottenuta prima del 4 luglio 2006 (data di entrata in vigore del D.L n. 233/2006), e/o iscrizione nel REC per il commercio al minuto di prodotti possono essere ritenuti in possesso del requisito professionale.

    Il riconoscimento in Italia delle qualifiche professionali acquisite all’estero avviene da parte del Ministero dello Sviluppo Economico. Ulteriori informazioni sono reperibili sul sito del Ministero.

    Pagina aggiornata in data 02/09/2013

  • Quali sono i requisiti MORALI necessari per l'accesso e l'esercizio delle attività di vendita e somministrazione, dopo le modifiche introdotto dal D.lgs. n. 59/2010 ? vedi

    Di seguito si riporta il testo dell'art 71 - commi da 1 a 5 relativi ai requisiti morali:

    Art. 71  Requisiti di accesso e di esercizio delle attività commerciali

    1.  Non possono esercitare l'attività commerciale di vendita e di somministrazione:

    a)  coloro che sono stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza, salvo che abbiano ottenuto la riabilitazione;
    b)  coloro che hanno riportato una condanna, con sentenza passata in giudicato, per delitto non colposo, per il quale è prevista una pena detentiva non inferiore nel minimo a tre anni, sempre che sia stata applicata, in concreto, una pena superiore al minimo edittale;
    c)  coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna a pena detentiva per uno dei delitti di cui al libro II, Titolo VIII, capo II del codice penale, ovvero per ricettazione, riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, rapina, delitti contro la persona commessi con violenza, estorsione;
    d)  coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro l'igiene e la sanità pubblica, compresi i delitti di cui al libro II, Titolo VI, capo II del codice penale;
    e)  coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, due o più condanne, nel quinquennio precedente all'inizio dell'esercizio dell'attività, per delitti di frode nella preparazione e nel commercio degli alimenti previsti da leggi speciali;
    f)  coloro che sono sottoposti a una delle misure di prevenzione di cui alla legge 27 dicembre 1956, n. 1423, o nei cui confronti sia stata applicata una delle misure previste dalla legge 31 maggio 1965, n. 575, ovvero a misure di sicurezza non detentive;

    2.  Non possono esercitare l'attività di somministrazione di alimenti e bevande coloro che si trovano nelle condizioni di cui al comma 1, o hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro la moralità pubblica e il buon costume, per delitti commessi in stato di ubriachezza o in stato di intossicazione da stupefacenti; per reati concernenti la prevenzione dell'alcolismo, le sostanze stupefacenti o psicotrope, il gioco d'azzardo, le scommesse clandestine, per infrazioni alle norme sui giochi.

    3.  Il divieto di esercizio dell'attività, ai sensi del comma 1, lettere b), c), d), e) e f) permane per la durata di cinque anni a decorrere dal giorno in cui la pena è stata scontata. Qualora la pena si sia estinta in altro modo, il termine di cinque anni decorre dal giorno del passaggio in giudicato della sentenza, salvo riabilitazione.

    4.  Il divieto di esercizio dell'attività non si applica qualora, con sentenza passata in giudicato sia stata concessa la sospensione condizionale della pena sempre che non intervengano circostanze idonee a incidere sulla revoca della sospensione.

    5.  In caso di società, associazioni od organismi collettivi i requisiti di cui al comma 1 devono essere posseduti dal legale rappresentante, da altra persona preposta all'attività commerciale e da tutti i soggetti individuati dall'articolo 2, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252. ( di seguito si riporta il testo dell' art 2 comma 3 dpr 252/998
    "Quando si tratta di associazioni, imprese, societa' e consorzi,
    la  documentazione  prevista dal presente regolamento deve riferirsi,
    oltre che all'interessato:
    a) alle societa';
    b)   per   le  societa'  di  capitali  anche  consortili  ai  sensi
    dell'articolo   2615-ter   del   codice   civile,   per  le  societa'
    cooperative,  di consorzi cooperativi, per i consorzi di cui al libro
    V,  titolo  X,  capo  II,  sezione  II,  del codice civile, al legale
    rappresentante   e   agli  eventuali  altri  componenti  l'organo  di
    amministrazione,  nonche' a ciascuno dei consorziati che nei consorzi
    e  nelle  societa' consortili detenga una partecipazione superiore al
    10  per  cento,  ed  ai  soci  o  consorziati  per conto dei quali le
    societa'  consortili  o  i  consorzi  operino  in  modo esclusivo nei
    confronti della pubblica amministrazione;
    c) per i consorzi di cui all'articolo 2602 del codice civile, a chi
    ne ha la rappresentanza e agli imprenditori o societa' consorziate;
    d) per le societa' in nome collettivo, a tutti i soci;
    e) per le societa' in accomandita semplice, ai soci accomandatari;
    f)  per  le  societa' di cui all'articolo 2506 del codice civile, a
    coloro che le rappresentano stabilmente nel territorio dello Stato.)

  • Quali sono i corsi per ottenere il requisito professionale necessario allo svolgimento delle attività di somministrazione di alimenti e bevande e commercio alimentare ? vedi

    La Provincia di Bologna, attraverso l'Osservatorio sull'Offerta Formativa, pubblica sul sito www.osof.provincia.bologna.it le informazioni sui corsi riconosciuti dalla Provincia e dalla Regione finalizzati all'acquisisizoine del requisito professionale. E' possibile ottenere informazioni anche contattandando il Numero verde 800 286040