Servizi e Sportelli Sociali

Azioni per la prevenzione e il contrasto al fenomeno della violenza contro le donne in ambito metropolitano

La violenza contro le donne, denominata anche violenza di genere, è oggi riconosciuta come un problema di violazione dei diritti umani (ONU, Consiglio d'Europa)  e come un problema di salute pubblica (OMS). Sempre più presente sulla scena pubblica,  nei media e nel discorso politico,  è stata ultimamente oggetto di interventi legislativi sia a livello nazionale che europeo. Resta tuttavia un fenomeno numericamente importante, come testimoniano studi e rilevazioni statistiche.
Secondo la letteratura scientifica internazionale si tratta di un fenomeno socialmente e storicamente determinato, perciò variabile, declinato diversamente a seconda delle fasi storiche e delle culture in relazione ai ruoli sessuali e ai rapporti di potere ad essi sottesi. La riflessione teorica, che trova riscontro in primo luogo nella legislazione internazionale, ne mette in evidenza il carattere multidimensionale e trasversale a tutte le aree geografiche, a tutte le culture e a tutti gli strati sociali.
Proprio per le sue caratteristiche di variabilità nello spazio e nel tempo é utile ogni approfondimento   concettuale per evitare l'ingenerarsi  di confusione o strumentalizzazione.

Cosa si intende per...(definizioni e terminologia)

Violenza di genere
Le Nazioni Unite affermano  che " Violenza di genere è violenza che è diretta contro una donna perchè è una donna  o che colpisce una donna in modo sproporzionato. Essa comprende atti che infliggono danno o sofferenza fisica, psicologica o sessuale, minacce di tali atti, coercizione e altre privazioni di libertà."

United Nations (1992): General Recommendation No. 19 on Violence against Women, Committee on the Elimination of Discrimination against Women (CEDAW) 11th session, 1992, New York
e
Dichiarazione per l’Eliminazione della violenza contro le donne
, adottata dall'Assemblea Generale della Nazioni Unite il 20 Dicembre del 1993, New York, Artt. 1 e 2
Declaration on the Elimination of Violence against Women (Versione originale)

Violenza contro le donne
La Dichiarazione di Beijing afferma che "il termine violenza contro le donne  significa ogni atto di violenza di genere che causa o è suscettibile di causare danno o sofferenza  fisica, sessuale o psicologica alle donne, compreso minacce di tali atti, coercizione o arbitraria privazione di libertà sia nella vita pubblica che privata, e che  'violenza contro le donne' è una manifestazione dei rapporti di potere storicamente ineguali tra uomini e donne che hanno prodotto da parte degli uomini dominazione  e discriminiazione delle donne e impedito la loro piena realizzazione."

United Nations: The Beijing Declaration and the Platform for Action, Fourth World Conference on Women Beijing, China 4-15 September 1995, New York 1996 (p. 73 f.).

Il Consiglio d'Europa afferma che "con violenza di genere contro le donne si intende violenza che è diretta contro una donna in quanto donna  o che colpisce le donne in modo sproporzionato"

Council of Europe (2011): Council of Europe Convention on preventing and combating violence against women and domestic violence, Chapter I - Purposes, definitions, equality and non-discrimination, general obligations, Pg. 8.

La convenzione di ISTANBUL , Convenzione del Consiglio d'Europa per prevenire e combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica. Istanbul 11 maggio 2011, in vigore in Italia dal 1° agosto 2014,  all'Art.3 recita:

- con l’espressione “violenza nei confronti delle donne” si intende designare una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione contro le donne, comprendente tutti gli atti diviolenza fondati sul genere che provocano o sono suscettibili di provocare danni o sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica o economica, comprese le minacce di compiere tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica, che nella vita privata;

- l’espressione “violenza domestica” designa tutti gli atti di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica che si verificano all’interno della famiglia o del nucleo familiare o tra attuali o precedenti coniugi o partner, indipendentemente dal fatto che l’autore di tali atti condivida o abbia condiviso la stessa residenza con la vittima;

La  L.R. E-R 27 giugno 2014 n.6, Legge Quadro per la parita' e contro le discriminazioni di genere, sopperendo ad un vuoto definitorio nella legislazione nazionale, all' Art 1, titolo V, recita:

(la Regione E-R)"riconosce la violenza alle donne come fenomeno sociale e culturale da contrastare in tutte le sue forme, come violazione dei diritti umani, come espressione di una cultura discriminatoriae stereotipata basata du relazioni di potere diseguale fra uomini e donne".

Femicidio e Femminicidio

Il termine femicidio, a volte femmicidio, traduce l’inglese Femicide, titolo del libro della criminologa femminista americana Diana Russel che, nel 1992, indica con questo concetto le situazioni in cui “la morte della donna rappresenta l’esito/la conseguenza di atteggiamenti o pratiche sociali misogine”. In altri termini, omicidio di donna per motivi di genere.

Il termine femminicidio ha un significato più ampio. Esso è coniato nel 1993 dall’antropologa messicana Marcela Lagarde per indicare "La forma estrema di violenza di genere contro le donne, prodotto della violazione dei suoi diritti umani in ambito pubblico e privato, attraverso varie condotte misogine - maltrattamenti, violenza fisica, psicologica, sessuale, educativa, sul lavoro, economica, patrimoniale, familiare, comunitaria, istituzionale - che comportano l’impunità delle condotte poste in essere tanto a livello sociale quanto dallo Stato e che, ponendo la donna in una posizione indifesa e di rischio, possono culminare con l’uccisione o il tentativo di uccisione della donna stessa, o in altre forme di morte violenta di donne e bambine: suicidi, incidenti, morti o sofferenze fisiche e psichiche comunque evitabili, dovute all’insicurezza, al disinteresse delle Istituzioni e alla esclusione dallo sviluppo e dalla democrazia"

Forme di violenza contro le donne

Come abbiamo visto le forme in cui si esercita la violenza di genere sono molteplici e spesso intersecantesi.
- Violenza fisica: ogni forma di aggressione contro il corpo di una donna fino al limite estremo della morte. (esempi: spinte, sberle, pugni ,calci, tirate di capelli, lancio di oggetti, minacce o aggressioni con uso di armi).
- Violenza psicologica: ogni mancanza di rispetto che offende, umilia o mortifica la dignità di una donna, che ne mina la fiducia personale, che ne limita la libertà o le potenzialità, che la isola e la esclude (esempi: esercitare un controllo continuo sulle freqentazioni, sul modo di vestirsi, sottrarre  oggetti personali o animali, minacciare, ricattare , molestare, anche sul luogo di lavoro).
- Violenza economica: ogni forma di controllo sull’autonomia economica di una donna tramite sottrazione o limitazione di di risorse o beni (esempi: impedire di cercare un lavoro o cotringere a lasciarlo, sottrarre documenti anagrafici/identificativi, impedire di avere un conto in banca,  controllare  tuutte le spese).
- Violenza sessuale e riproduttiva: ogni forma di coinvolgimento in attività sessuali senza il consenso di una donna, anche se coinvolge il marito/fidanzato (esempi: telefonate oscene, toccamenti non voluti, riprese non consenzienti durante i momenti di intimità, stupro).
- Atti persecutori o stalking: ogni comportamento ripetuto nel tempo diretto al controllo e alla persecuzione della donna tanto da causarle gravi stati d’ansia o di paura per la propria incolumità o per quella di un parente prossimo e da costringerla a cambiare abitudini di vita.(esempi: lettere, telefonate o sms, mail insistenti, ricerca di contatti pedinamenti, regali non graditi. apposamenti nei luoghi di lavoro o di vita).
- Un'attenzione particolare merita il concetto di violenza domestica , chiamata anche maltrattamento o violenza nelle relazioni intime: fenomeno di recente emersione, ma ampiamente diffuso e trasversale, che si presenta sempre come una combinazione fra le le varie forme di violenza : fisica, psicologica, economica e sessuale.
- E’ violenza contro le donne anche la violenza contro bambine e adolescenti se commessa contro di loro perché di sesso femminile; o contro  le donne transgender e transessuali.
- E' violenza contro le donne anche la violenza compiuta da una donna contro un’altra donna come nel caso di mutilazioni genitali femminili, o nel caso di abusi perpetrati all’interno di coppia omosessuale, o di relazione parentale da parte di madri, suocere, figlie, o ancora da parte  di colleghe sulla donna perché donna.
- E' violenza contro le donne il mancato accesso all'istruzione, la pratica dei matrimoni forzati, la mancata assiste nza a donne in gravidanza o partorienti, il controllo selettivo delle nascite a favore dei maschi.

Dove chiedere aiuto

Numero verde 1522
1522 è il numero verde di pubblica utilità del Dipartimento per le Pari Opportunità per l'emersione e il contrasto della violenza intra ed extrafamiliare a danno delle donne .
E' un servizio telefonico di supporto alla Rete Nazionale Antiviolenza di cui fa parte il Comune di Bologna in qualità di nodo della rete (Ambito Territoriale di Rete).
Il servizio di accoglienza telefonica 1522 dispone di una mappatura dei servizi sociosanitari territoriali e dei principali centri antiviolenza e punti di ascolto del territorio metropolitano  bolognese.

La Città Metropolitana di Bologna dal luglio 2015 ha adottato  un Accordo per la creazione di un sistema di livello metropolitano basato sulla valorizzazione, integrazione e messa in rete delle risorse pubbliche e del privato sociale presenti sul territorio, in grado di assicurare ospitalità in pronta accoglienza, ospitalità in seconda accoglienza, consulenza, ascolto e sostegno a donne che hanno subito violenza.

Le associazioni coinvolte nell' accordo sono:  

- Casa delle Donne per non subire violenza onlus che assicura ospitalità in pronta accoglienza; ospitalità in seconda accoglienza; consulenza, ascolto e sostegno
- Trama di terre che assicura ospitalità in pronta accoglienza; ospitalità in seconda accoglienza; consulenza, ascolto e sostegno
- UDI Unione donne in Italia che assicura consulenza, ascolto e sostegno
- SOSDonna che assicura consulenza, ascolto e sostegno
- Mondo Donna che, con lo sportello Chiama chi ama, assicura consulenza ,ascolto e sostegno
- Perledonne che assicura consulenza, ascolto e sostegno

Le iniziative del Comune di Bologna

E' in corso un progetto cofinanziato dalla Regione Emilia-Romagna, Generare relazioni divERse - Emilia Romagna senza violenza,  che  si inserisce nel quadro complessivo della progettazione territoriale di area vasta alla quale partecipano vari soggetti istituzionali e associativi  e  intende promuovere la diffusione di una cultura della parità e il contrasto agli stereotipi e alle discriminazioni di genere.
Il progetto prevede la produzione di un Tool kit per la formazione delle figure professionali mirando alla proposta di un “modello formativo” pluritematico che affronti gli aspetti giuridico-legali, la metodologia di valutazione del rischio, le specificità connesse alla transculturalità, la metodologia di intervento per  l'assunzione di responsabilità maschile.

Il Comune  partecipa inoltre, all'interno di un ampio partenariato di istituzioni e associazioni, al Progetto  “ CUORE. L'unico muscolo da allenare per battere una donna”.  Il progetto ha il cofinanziamento di Tavola Valdese e Regione Emilia-Romagna e si rivolge al mondo sportivo - istruttori ,allenatori, dirigenti ,operatori,insegnanti - quale potenziale veicolo di modelli positivi ed egualitari di mascolinità e femminilità e di valori improntati al rispetto e alla non violenza.

Il Progetto INRETE. Istituzioni e associazioni contro la violenza alle donne,  concluso nel 2014, ha posto le premesse per la realizzazione del citato Accordo di ambito metropolitano e contribuito allo sviluppo del sistema informativo dei servizi sociosanitari, GARSIA, che, con il modulo “INRETE” per la rilevazione della condizione di violenza e maltrattamento, permette di acquisire informazioni gestionali utili per analizzare il fenomeno della violenza contro le donne e i minori. Il modulo è implementato in tutti gli sportelli sociali del Comune di Bologna, in quelli della rete dei servizi sociali della Pianura Ovest e nel PRIS.
E' in coso un 'attività di follow-up consistente in un attento monitoraggio dei dati registrati   in stretta relazione con i soggetti istituzionali e associativi interessati.

Nell'ambito della attività di prevenzione e contrasto alla pubblicità sessista, nel 2014  è stato modificato il Regolamento comunale sulla pubblicità e pubbliche affissioni in materia di autodisciplina della comunicazione commerciale .
Il regolamento  inserisce nei contratti per pubbliche affissioni, sia per il concessionario che per il locatario degli spazi pubblicitari, apposite clausole che impongono di accettare - e di far accettare agli inserzionisti pubblicitari che utilizzino quell'impianto- il Codice di Autodisciplina Pubblicitaria.
Sulla scorta  dei principi che informano tale atto inerenti l'adozione  modelli di comunicazione commerciale privi di immagini o rappresentazioni di violenza contro le donne o che incitino ad atti di violenza sulle donne, tutelino la dignità della donna, rispettino il principio delle pari opportunità e diffondano valori positivi sulla figura femminile, siano attenti alla rappresentazione dei generi, rispettosi dell'identità di uomini e donne, coerenti con l'evoluzione dei ruoli nella società ed evitino il ricorso a stereotipi di genere), dal gennaio 2015  è in corso la realizazione di laboratori didattici in diverse scuole primariae e secondarie di primo grado del territorio bolognese.

Tali laboratori, Donne e uomini in pubblicità: modelli o stereotipi?, realizzati per la terza annualità nell'anno scolastico 2016-17,  hanno l'obiettivo di  contribuire a sviluppare nelle giovani generazioni un approccio critico sulle rappresentazioni di genere veicolate dai linguaggi pubblicitari nei media. Il superamento dei modelli stereotipati di mascolinità e femminilità è necessaria premessa per una società più eguale basata su relazioni consensuali e rispettose, libera da ogni forma di violenza.

Nel corso dell'anno scolastico 2016-17,  è stato proposto, in via sperimentale, ad alcune classi di un unico istituto, un laboratorio di secondo livello: “Femmine e maschi: parità, asimmetria, predominio?  La proposta è nata, su specifica richiesta delle docenti, che hanno espresso interesse ad approfondire le tematiche affrontate nel primo laboratorio Donne e uomini in pubblicità: modelli o stereotipi?
Sempre attraverso l'esame di materiali pubblicitari, è affrontato il tema della violenza maschile contro le donne entro un percorso che mira ad evidenziare il legame esistente tra stereotipi di genere, inuguaglianza e gerarchie di potere .
Questo laboratorio si pone in ottica di prevenzione della violenza contro le donne contribuendo alla promozione di rapporti basati sul rispetto e sulla parità tra generi.

Approfondimenti
OMS, World report on violence and health
OMS, Responding to intimate partner violence and sexual violence against women. WHO clinical and policy guidelines

Regione Emilia Romagna, Linee di indirizzo regionali per l'accoglienza di donne vittime della violenza di genere,2013
Progetto di comunicazione rivolto agli uomini.
Ministero della salute, Linee guida sulle Mutilazioni Genitali femminili
ANCI - D.i.Re, Linee guida per i Servizi Sociali in tema di violenza contro le donne
Vademecum Matrimoni forzati combinati e precoci, a cura Ass.ne Trame di terra 2014
Il fenomeno dello Stalking in Italia, "Stalking, indagine statistica attraverso la lettura dei fascicoli dei procedimenti definiti con sentenze di primo grado", a cura dei Ministero della Giustizia, Direzione Generale di Statistica (2014)
Rapporto FRA  agenzia dell'Unione Europea per i Diritti Fondamentali
Linda Laura Sabbatini, La violenza contro le donne dentro e fuori la famiglia, ISTAT, 2015
Indagine multiscopo sulla “Sicurezza delle donne, ISTAT, 2016

Categorie di Utenza

  • Anziani
  • Disagio Sociale Adulti
  • Famiglia e minori

Normativa di riferimento

- Legge n. 132 del 1985, legge di ratfifica della Convenzione sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti della donna Adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 18 dicembre 1979. Entrata in vigore il 3 settembre 1981
- Legge n. 66 del 1996: "Norme contro la violenza sessuale"
- Legge n. 154 del 2001: "Misure contro la violenza nelle relazioni familiari".
- Legge n. 7 del 2006: "Disposizioni concernenti la prevenzione e il divieto delle pratich. di mutilazione genitale femminile"
- Legge n. 38 del 2009: "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 febbraio 2009, n. 11, recante misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori" (Cosiddetta Legge sullo Stalking).
- Legge  n.77 del 2012, legge di ratifica della Convenzione del Consiglio d'Europa per prevenire e combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica. Istanbul    11 maggio2011
- Legge 15 ottobre 2013, n. 119 "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere, nonche' in tema di protezione civile e di commissariamento delle province" (Cosiddetta Legge sul Femminicidio)
- L.Regione Emilia-Romagna  12 marzo 2003, n.2  Norme per la promozione della cittadinanza sociale e per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali
- L.Regione Emilia-Romagna 27 giugno 2014, n.6 Legge Quadro per la parita' e contro le discriminazioni  di genere . La legge prevede la realizzazione di un Piano regionale  per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere o la violenza di genere che entrerà in vigore nel 2016.
- Dipartimento per le Pari opportunità della presidenza del Consiglio dei Ministri, Piano d'azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere
- Art.24 "Congedo per le donne vitttime di violenza di genere" del D.lgs. 15 giugno 2015, n.80
- Art. 1, comma 16, della Legge  13 luglio 2015, n. 107 "Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione  e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti"
- Art.14, comma 6 della legge 7 agosto 2015, n.124 che inserisce il comma 1-ter dopo il comma 1-bis dellì art. 30 del D.lgs 30 marzo 2001, n.165
- Deliberazione dell'Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna 4 maggio 2016 – N.69 . Piano regionale contro la violenza di genere