Servizi e Sportelli Sociali

Azioni per la prevenzione e il contrasto al fenomeno della violenza contro le donne in ambito metropolitano

La violenza contro le donne è un fenomeno diffuso a livello mondiale la cui gravità ed entità sono ancora difficili da valutare. Negli ultimi decenni, grazie all’azione incessante dei movimenti delle donne, si è potuto affrontare tale fenomeno ampliando ad ogni livello approfondimenti e ricerche, oltre che azioni di sostegno e protezione concreta alle donne che subiscono ogni forma di violenza.

La violenza maschile sulle donne è nata e può continuare a vivere solo se sostenuta da una concezione patriarcale della società, in cui i ruoli di uomini e donne sono definiti a priori e dove gli uomini esercitano sulle donne il loro potere e la loro supremazia.

I Comuni, le Città Metropolitane, le Regioni si fanno carico di dare risposte concrete per agire a tutela delle donne sul piano della prevenzione e protezione, mentre il tema della punizione è affidato ad altre autorità.

Tra le principali azioni che gli enti locali possono attuare vi è il coordinamento tra tutti gli attori del territorio che vengono in  contatto con donne  che subiscono violenza. L’azione di coordinamento ha il grande pregio di mettere allo stesso tavolo enti, istituzioni e associazioni che, pur nel rispetto dei propri ambiti normativi, possono confrontarsi concretamente sulle azioni attuate, conoscere i servizi disponibili sul territorio, creare nuovi canali di comunicazione e migliorare le prassi di intervento con l’obiettivo di fornire un sostegno effettivo alle donne che subiscono violenza.

Dove chiedere aiuto

Servizi sociali territoriali
Servizi che forniscono informazioni, orientamento e consulenza alle donne vittime di violenza e maltrattamento. Erogano interventi e prestazioni, in integrazione con altri servizi e/o istituzioni. Il punto di accesso è lo sportello sociale.

Centri Antiviolenza
Presidi socio-assistenziali e culturali gestiti da donne, che offrono accoglienza, consulenza, ascolto e sostegno alle donne, anche con figli/e, minacciate o che hanno subito violenza. Hanno come finalità primaria la prevenzione e il contrasto alla violenza maschile sulle donne.
- Casa delle Donne per non subire violenza onlus che assicura ospitalità in pronta accoglienza; ospitalità in seconda accoglienza; consulenza, ascolto e sostegno
- Trama di terre che assicura ospitalità in pronta accoglienza; ospitalità in seconda accoglienza; consulenza, ascolto e sostegno
- UDI Unione donne in Italia che assicura consulenza, ascolto e sostegno
- SOSDonna che assicura consulenza, ascolto e sostegno
- Mondo Donna che, con lo sportello Chiama chi ama, assicura consulenza ,ascolto e sostegno
- Perledonne che assicura consulenza, ascolto e sostegno

Servizi sanitari
Servizi territoriali nei quali, ostetriche, ginecologhe e psicologhe accolgono le donne vittime di violenza offrendo assistenza, cura e sostegno, in collaborazione con altri servizi e/o istituzioni, presso i consultori familiari.

Centri uomini autori di violenza
Servizi che possono essere sia a gestione pubblica, sia a gestione privata, per il trattamento degli uomini autori di violenza, volti a far acquisire loro la consapevolezza che la violenza va affrontata con un sostegno adeguato.
- Centro senza violenza
- Centro LDV (liberiamoci dalla violenza): presso Casa della Salute navile, via Svampa 8. Per informazioni: 366 4342321 (lunedì e venerdì dalle 13.30 alle 15.00) o tramite mail: ldv@ausl.bologna.it

Numero verde 1522

1522 è il numero verde di pubblica utilità del Dipartimento per le Pari Opportunità per l'emersione e il contrasto della violenza intra ed extrafamiliare a danno delle donne .
Il servizio di accoglienza telefonica 1522 dispone di una mappatura dei servizi sociosanitari territoriali e dei principali centri antiviolenza e punti di ascolto del territorio metropolitano  bolognese.

Progetti del Comune di Bologna e della Ciità Metropolitana

Il progetto Generare relazioni diverse ha prodotto uno strumento operativo di formazione di operatori e operatrici redatto con il contributo e la professionalità di diverse associazioni che hanno fornito le proprie diverse competenze ed esperienza pluriennale sul tema. I contributi in ambiti diversi (la valutazione del rischio, la responsabilità maschile; la peculiarità della violenza nell’esperienza migratoria, la tutela legale) evidenzia la complessità del fenomeno che richiede risposte altrettanto complesse affinché ogni aspetto sia adeguatamente tenuto in considerazione.  Il progetto ha portato alla realizzazione di un "Tool kit per la formazione delle figure professionali" (volume1 - volume2)

Nel 2017 è stato sottoscritto il “Protocollo di intesa per il miglioramento della protezione delle donne che hanno subito violenza nell'ambito delle relazioni di intimità” dal Sindaco di Bologna e dal Prefetto insieme a Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna; prima sezione civile e sezione dei Giudici per le indagini preliminari del Tribunale di Bologna; Procura presso il Tribunale dei minori; Questura di Bologna; Comando provinciale dei Carabinieri di Bologna; Asp Città di Bologna, Azienda USL di Bologna; Casa delle donne per non subire violenza; Unione Donne in Italia (Udi); Mondo donna; SOS Donna. Ha successivamente aderito la Città Metropolitana di Bologna e nel 2018 il Tribunale per i Minorenni di Bologna.

Negli incontri del tavolo attivato in attuazione del Protocollo sono state condivise conoscenze e sono state scambiate informazioni di utilità per le diverse agenzie del territorio che operano per migliorare aiuto e protezione delle donne vittime di violenza ed è stato avviato il confronto fra associazioni ed istituzioni sulle problematiche più urgenti.

La Stanza rosa è un progetto della Città Metropolitana e dell'Arma dei Carabinieri, Comando Provinciale di Bologna e fa parte delle azioni previste dal Protocollo d'intesa per il miglioramento della protezione delle donne che hanno subito violenza nell'ambito delle relazioni d'intimità. Nasce per aiutare chi ha subito una violenza a denunciare l'accaduto, in un ambiente protetto e riservato. Uno spazio accogliente nel quale la donna può essere aiutata a considerare ciò che le è accaduto e a denunciare la violenza subita.

Approfondimenti

Regione Emilia Romagna
Città metropolitana di Bologna
Dipartimento pari opportunità, Presidenza Consiglio dei Ministri
ISTAT

Categorie di Utenza

  • Anziani
  • Disagio Sociale Adulti
  • Famiglia e minori

Normativa di riferimento

Legislazione nazionale
- Legge 15 febbraio 1996, n. 66 “Norme contro la violenza sessuale” (cp artt.609bis-octies)
- Direttiva Presidente del Consiglio “Azioni volte a promuovere l’attribuzione di poteri e responsabilità alle donne, a riconoscere e garantire libertà di scelte e qualità sociale a donne e uomini”, G.U. 21 maggio 1997
- Legge 3 agosto 1998, n. 269 “Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori quali nuove forme di riduzione in schiavitù”
- Legge 5 aprile 2001, n. 154 “Misure contro la violenza nelle relazioni familiari”
- Legge 9 gennaio 2006, n. 7, “Disposizioni concernenti la prevenzione e il divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile”, del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 “Testo unico in materia di spese di giustizia”
- Codice penale: art. 583-bis (Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili)
- L. 23 aprile 2009, n. 38, Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonche’ in tema di atti persecutori
- Legge 27 giugno 2013, n. 77, Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, fatta a Istanbul l’11 maggio 2011
-La c.d. legge sul femminicidio (d.l. 14 agosto 2013, n. 93, convertito in Legge 15 ottobre 2013, n. 119, in materia di contrasto alla violenza di genere)
- Art. 14, comma 6, della Legge 7 agosto 2015, n. 124 che inserisce il comma 1-ter dopo il comma 1-bis dell’articolo 30 del D.lgs. 30 marzo 2001, n. 165
- Art. 1, comma 16, della Legge 13 luglio 2015, n. 107 “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti”
- Art. 24  del D. lgs. 15 giugno 2015, n. 80 “Congedo per le donne vittime di violenza di genere”
- D. Lgs. 15 dicembre 2015, n. 212
- DDL 2719, “Modifiche al codice civile, al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in favore degli orfani per crimini domestici”

Normativa regionale
- Linee di indirizzo regionali per l’accoglienza delle donne vittime di violenza
- L.R. Emilia-Romagna 27/6/2014 n.6 “Legge quadro per la parità e contro le discriminazioni di genere”