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8 Gennaio 2013 Decreto Stabilità, sì del Senato: circa 600 milioni ai fondi Politiche sociali e Non autosufficienza

La lunga telenovela sulla legge di stabilità e la consistenza di un Fondo per la non autosufficienza si è, nel bene e nel male, finalmente conclusa. Il Senato ha accordato la fiducia al governo, approvando con 199 voti favorevoli, 55 contrari e 10 astensioni il maxiemendamento che ha interamente sostituito le precedenti bozze del provvedimento, atteso ora alla Camera per il sì definitivo, che è scontato e che segnerà di fatto la fine della legislatura.
Nel Fondo per la non autosufficienza ci saranno 275 milioni nel 2013, cui si somma un'eventuale ulteriore disponibilità fino a 40 milioni di euro recuperati dai controlli straordinari dell'Inps sulle invalidità. Una cifra, i 275 (ma anche gli eventuali 315) lontana dalla soglia che le associazioni avevano chiesto: 400 milioni. E i commenti infatti, pur nella onsiderazione che rispetto al passato più recente si tratta comunque di un passo avanti, sono negativi. Rispetto al testo che era stato approvato alla Camera, non c’è più la tassazione della reversibilità delle pensioni di guerra: queste ultime dunque rimangono totalmente esenti dall’Irpef, come finora è sempre stato: bocciate dunque tutte le ipotesi circolate negli ultimi tre mesi per sottoporle a tassazione.
Nel dettaglio, in riferimento ai fondi di natura sociale, il testo conferma la dotazione di 300 milioni per il Fondo per le Politiche sociali già presente nella prima versione della Camera e integra ulteriormente il Fondo per la non autosufficienza: ai 200 milioni già previsti nella prima versione se ne aggiungono altri 75, per un totale di 275. A questi, poi, è previsto se ne possano aggiungere degli altri, fino a 40 milioni, derivanti dai risparmi ottenuti dai controlli straordinari sulle invalidità.
E' insomma una copertura "ballerina", perché occorrerà verificare il risultato effettivo ottenuto da tali controlli. Da tempo le principali organizzazioni di persone con disabilità contestano l'utilità di tali controlli straordinari facendo notare la volatilità in termini di risparmio e le notevoli spese che l'Inps deve affrontare per metterli in piedi.
Tutto ciò al netto dei contenziosi che sempre più frequentemente si aprono fra l'Istituto e persone invalide che hanno avuto una diminuzione della percentuale riconosciuta, contenziosi che vedono l'Inps soccombere nella maggioranza dei casi. Le risorse che si libereranno sono non a caso definite "eventuali" dallo stesso testo della legge di stabilità, che al riguardo precisa che esse devono essere accertate "a consultivo e su base pluriennale come effettivamente aggiuntive rispetto a quelle derivanti dai programmi di verifica già previsti prima dell'entrata in vigore della presenza legge". Non basterà dunque che provengano da nuove visite di accertamento, ma dovranno sorgere proprio dai controlli straordinari ffettuati a partire dal 2013. Occorrerà aspettare molto per averle a disposizione, ammesso e non concesso che tali risparmi si generino effettivamente. Sarà il Ministero dell'Economia a riassegnare tali risorse, a suo tempo, all'interno del Fondo non autosufficienza.
I controlli straordinari legati all'aumento del Fondo sono istituiti proprio dalla stessa legge di stabilità: si tratta di 150mila controlli straordinari annui previsti per tre anni, dal 2013 al 2015, per un totale di 450mila controlli ulteriori rispetto alle verifiche ordinarie già attuate dall'Inps (è la cosiddetta "lotta ai falsi invalidi").
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Intanto non si fanno attendere i commenti dal modo associativo. La FISH, federazione italiana per il superamento dell'handicap, commentando la copertura del fondo trovata in extremis nella legge di Stabilità, ha puntato il dito contro i deputati Pdl e Udc “totalmente assenti da questa iniziativa”. Barbieri: “si tratta di un inversione di tendenza rispetto ad ultimi 2 anni, ma il finanziamento è nsufficiente”.
(fonte newsletter quotidianosanità)