In soli 25 giorni la campagna di raccolta fondi lanciata dall’associazione Amici di Piazza Grande “Una casa per la famiglia K” ha permesso di raccogliere circa 4.300 euro. L’obiettivo è arrivare a 6 mila euro, tanti ne servono per garantire l’affitto di una casa per la famiglia K, padre, madre e 4 figli che, dal 4 dicembre, sono stati accolti in un dormitorio. Il progetto di Piazza Grande è legato a un problema emergente anche sul territorio bolognese, fanno sapere dall’associazione, “la diffusione di condizioni di estrema povertà anche tra i nuclei familiari di lavoratori e delle conseguenti difficoltà di accoglienza nelle strutture esistenti”.
Da un mese, 4 bambini di cui 3 minorenni dormono in una struttura in cui sono accolte varie tipologie di persone: non solo poveri, ma anche tossicodipendenti o persone con problemi di disagio mentale. “È la prima volta – continua la nota – che a Bologna dei bambini sono costretti a vivere in un dormitorio”.
Il padre della famiglia K è arrivato in Italia 4 anni fa. Dopo le prime difficoltà, ha trovato lavoro in un ristorante e una casa in cui vivere con la sua famiglia, la moglie e 4 figli, che lo ha raggiunto a Bologna. Le cose sono andate bene fino a quando il ristorante è fallito. Dopo alcuni mesi la famiglia ha dovuto lasciare la casa in cui viveva in afffitto, trovando ospitalità da un parente per qualche tempo.
Poi si sono dovuti arrangiare. E per 2 mesi la famiglia ha vissuto in un parco della città. A ottobre, con l’intervento dei servizi sociali, la madre e i figli sono stati accolti in un albergo di Bologna, mentre il padre ha continuato a dormire per strada. Finché, con il Piano freddo del Comune, sono stati accolti tutti in dormitorio. Nel mese di dicembre, il padre ha potuto lavorare come guardia notturna nella tenda della Bottega Ex Aequo allestita in piazza Re Enzo in occasione del Natale.
L’iniziativa per aiutare la famiglia K. fa parte della campagna di Piazza Grande “Tutti a casa” il cui obiettivo è quello di fornire una casa a ogni persona senza dimora. “I casi come quello della famiglia K. sono sempre più frequenti e le possibilità di accoglienza che vadano oltre al dormitorio sono molto rare – fanno sapere dall’associazione Piazza Grande – La casa è un diritto di tutti e nessuno oggi sceglie di dormire su un cartone, non solo, il costo procapite per un dormitorio è più alto di quello per l’affitto di un appartamento”. Una casa è l’unico modo per migliorare davvero le condizioni di vita delle persone senza dimora, per favorire i percorsi di reinserimento sociale e di recupero della piena cittadinanza.
I soldi raccolti con la campagna “Una casa per la famiglia K.” saranno devoluti a garantire l’affitto di 1 casa. Il rendiconto dettagliato delle spese e l’estratto del conto corrente dedicato alla raccolta verranno pubblicati on line ogni mese sulla pagina di Piazza Grande.
Donazioni on line oppure con bonifico bancario (Iban IT13D0335901600100000069600)
(fonte redattoresociale)