“Vernissage” è l’inaugurazione di una mostra, chiamata così perché per allestirla si devono verniciare i muri per coprire i segni di ciò che c’era prima e poter appendere le nuove opere. Non è un caso che questo nome sia stato scelto per l’iniziativa promossa da Roberto Morgantini, vicepresidente di Piazza Grande, e Alessandro Bergonzoni e ora al via dopo un anno di difficoltà, richieste di autorizzazioni, raccolta materiali. Anche se l’obiettivo di questo “Vernissage” non è coprire ma scoprire. “Vogliamo usare la vernice scoprente per mostrare il carcere alla città – racconta Alessandro Bergonzoni – Il detto ‘chi è dentro è dentro e chi è fuori è fuori’ non ha più senso: il carcere è la città e noi vogliamo fare da detonatore per raccontare l’inizio di una storia”. Una storia che comincia il 19 maggio verso le 12 quando una squadra di circa 20 volontari varcherà i cancelli della Dozza per iniziare a imbiancare le sue celle.
A guidare il gruppo c’è l’instancabile Roberto Morgantini, sempre presente quando c’è da aiutare chi ha bisogno e che Aldo Balzanelli di Repubblica ha definito sul suo blog “il gioiellino di questa città”, invitando il sindaco a dargli il giusto riconoscimento. Ma anche se è già stato contattato da Virginio Merola e pur non negando la soddisfazione, Morgantini ci tiene a sottolineare che “non è per questo che lo faccio, non aspiro a niente”.
Tra coloro che hanno aderito all’iniziativa ci sono anche Stefano Bonaga, Mattia Fontanella di Coop Adriatica, il consigliere comunale Leonardo Barcelò e Gaby Mudingayi del Bologna FC che regalerà 300 magliette ai detenuti e si è detto disponibile a organizzare partite di calcio con i detenuti. “Mi ha coinvolto Morgantini e sono orgoglioso di partecipare a quest’iniziativa – ha detto il giocatore – Loro lavorano per gli altri e mi piace, vorrei poter continuare a lavorare con loro in futuro”.
Ma “Vernissage” non si concluderà il 19 maggio: andrà avanti per circa 18 mesi sia con l’imbiancatura delle celle (sono 400 e ne dipingeranno 1 al giorno) che con incontri su arte, cultura, raccolte fondi per acquistare ciò di cui i detenuti hanno bisogno e partite di calcio. Ma l'invito a partecipare è rivolto a tutti. “I cittadini devono rimboccarsi le maniche – ha detto Mattia Fontanella di Coop Adriatica che ha dato un forte contributo all’iniziativa – Difendere i carcerati significa difendere la civiltà”.
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(fonte redattoresociale)