Il servizio, aggiudicato tramite un bando da 100 mila euro, è partito il 2 maggio.
Lo hanno raccontato a Radio Tau, dove erano ospiti della trasmissione “Detto tra noi”, l’assessore comunale al Welfare, Amelia Frascaroli, la responsabile dei Servizi sociali del Comune, Monica Brandoli, e Daniela Ghinello del Centro di ascolto dell’Antoniano che sarà la nuova coordinatrice del servizio.
Si tratta di un punto di ascolto centralizzato per le persone che hanno bisogni urgenti e non rinviabili, in particolare per i non residenti o le persone temporaneamente presenti in città che faticano a trovare un punto di riferimento nei servizi sociali di quartiere.
“I quartieri continueranno a gestire i servizi sociali per i residenti e gli abitanti del loro territorio di competenza – ha
spiegato l’assessore – mentre questo servizio accoglierà coloro che esprimono bisogni di emergenza per i quali non ci sono risposte programmabili e che vanno presi in carico con una certa velocità”. Contemporaneamente al nuovo servizio, che sarà attivo a partire dal 2 maggio, il Pronto soccorso sociale (Pris) raddoppierà la sua attività: non solo negli orari di chiusura dei servizi di quartiere ma 24 ore su 24. “La speranza – ha chiarito Frascaroli – è di creare un servizio capace di seguire le persone e non lasciarle parcheggiare senza sbocchi ma individuare per loro un percorso di recupero”.
A gestire il nuovo servizio sarà Antoniano onlus con 2 assistenti sociali a tempo pieno, un
educatore a tempo pieno e un educatore/mediatore culturale a part-time.
A chi si rivolge il servizio? “Il servizio centralizzato si occuperà di persone temporaneamente presenti a Bologna o che hanno scelto Bologna come città in cui stare – ha detto Monica Brandoli dei Servizi sociali del Comune – Si tratta di persone all’estremo margine della società, che spesso vivono in strada e hannoun’esclusione grave: sono persone che rischiano
di restare senza ascolto o assistenza o di essere assistiti per tutta la vita”. Si tratta, ad esempio, di persone con problemi sanitari o che devono fare una convalescenza dopo un’ospedalizzazione ma non hanno una casa o ancora di persone che hanno subito violenze, persone fragili. “Il servizio li accoglierà e, dopo una prima fase in cui si darà risposta ai
servizi primari, verrà recuperata la loro storia e, anche prendendo contatti con i servizi edel Comune di residenza, si cercherà di costruire un percorso verso l’autonomia”.
Consulta la scheda del servizio nel sito degli sportelli sociali
(fonte redattoresociale)