Prepensionamento: nel decreto milleproroghe il congedo per genitori di disabili gravi.

Diciassette anni di attese, infaticabili battaglie, manifestazioni, per vedere "la montagna partorire il topolino". E che topolino. E' il primo commento a caldo di Simona Bellini, presidente nazionale del Coordinamento dei Familiari di disabili gravi e gravissimi, alla notizia dell'inserimento di un emendamento nel Milleproroghe in tema di pensioni che consente "ai lavoratori che alla data del 31 ottobre 2011 risultano essere in congedo per assistere figli con disabilita' grave ai sensi dell'art. 42, comma 5, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, i quali maturino, entro 24 mesi dalla data di inizio del predetto congedo il requisito contributivo per l'accesso al pensionamento indipendentemente dall'eta' anagrafica...". L'emendamento riguarda tutti i lavoratori sia del settore pubblico sia del privato che stanno usufruendo del congedo per assistere figli con disabilita' grave.
La copertura ammonta a 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013 e 2014.
L'impegno e' venuto dalla senatrice Mariangela Bastico (Pd) e l'emendamento porta la sua firma ma fa arrabbiare e non poco il Coordinamento del prepensionamento dei familiari di disabili gravi e gravissimi, per almeno due ragioni, come spiega la stessa presidente Bellini. "L'identificare la risposta ad un pesantissimo bisogno sociale con una data, il 31 Ottobre 2011 e' privo di ogni fondamento. L'emendamento da' risposte, infatti, solamente a chi era in congedo straordinario in base alla L.328/2000 in quel preciso giorno. Non e' stato previsto alcun parametro che identifichi il carico assistenziale al quale e' sottoposto il genitore. Assistere il proprio figlio da pochi anni o da trenta non comporta alcuna differenza. Il secondo motivo e' che si e' pensato di riservare questo diritto ai soli genitori.
Ma, come dimostra la Legge 104/92, tutto cio' e' anticostituzionale e comportera' una serie di ricorsi che porteranno ben presto alla modifica della norma". Soprattutto, la norma appena introdotta, taglia fuori molte persone. Lo spiega ancora la Bellini: "perdono questo diritto coloro che alla data del 31 ottobre 2011 il congedo straordinario lo avevano gia' utilizzato integralmente e quindi, molto probabilmente, sono coloro che hanno maggiori difficolta' a gestire contemporaneamente gli oneri dell'assistenza e l'impegno professionale. Restano fuori anche quelli che alla data del 31 ottobre 2011 - usufruendo del congedo in modo frazionato - per puro caso erano al lavoro o fruivano di un giorno di permesso mensile in base alla L.104. infine anche quelli che alla data del 31 Ottobre 2011 non avevano ancora fruito del congedo straordinario per poterlo utilizzare in momenti ancor piu' gravosi.
Ben diversa proposta di legge che staziona da due anni nelle Commissioni del Senato, elaborata dal Coordinamento per il prepensionamento e che offriva la copertura al beneficio di tutti gli aventi diritto, con un impegno finanziario massimo di circa 50 milioni di euro. "Identificare in questa norma- conclude la Bellini- una seppur limitata risposta ad un bisogno sociale tanto sentito, sembra rappresentare solamente un tentativo di discolpa per la risposta iniqua di un provvedimento che non fa alcun distinguo sul carico assistenziale degli aventi diritto. A tutti gli altri resta quindi, non solo di vedere bocciato a priori un prepensionamento da sempre considerato dai nostri governanti quale un "atto dovuto" (tanto che in altri paesi europei e' normale amministrazione), ma anche la beffa di dover soggiacere ad un aumento dell'eta' pensionabile come qualsiasi altro lavoratore. Esclusi gli addetti a mansioni usuranti, coloro che praticano attivita' di volontariato e, per ultimi, i vincitori inconsapevoli della lotteria del 31 Ottobre 2011!".
(agenzia Dire sanità)