Giuseppe Dossetti. Due anni a Palazzo d'Accursio. Discorsi a Bologna 1956-1958, a cura di Roberto Villa

La carriera di uomo politico di Giuseppe Dossetti (1913-1996) è segnata da una data, il 1952, e da una decisione clamorosa: in quell'anno, il professore di diritto canonico che aveva fatto la Resistenza, ed era divenuto uno dei protagonisti della vita politica nell'immediato dopoguerra, si dimette dalla camera dei deputati. Dopo l'uscita di scena, l'ex numero 'due' della DC dopo De Gasperi torna all'insegnamento universitario, fonda un Centro di documentazione per le scienze religiose e di avvia, liberato dal 'peso della politica', verso una vocazione sempre più marcatamente religiosa.
Ma nel marzo 1956, Dossetti si presenta, come indipendente nelle liste della DC, per corsa alla poltrona di sindaco nella città più rossa d'Italia: Bologna. Uscito dalla politica per la porta nobile, sembra volervi rientrare per la finestra. Si tratta in realtà di una 'irragionevole' obbedienza religiosa all'arcivescovo Gacomo Lercaro: una candidatura che contrasta con lo sviluppo delle sue scelte personali e del suo pensiero politico, oltre che destinata ad un'innevitabile sconfitta. E tuttavia i due anni a Palazzo d'Accursio come consigliere comunale furono un'esperienza intensa. (Roberto Villa)