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25 Settembre 2017 Lotta la povertà, partito il Reddito di solidarietà regionale. Le domande su appuntamento

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Un sostegno concreto per persone e famiglie in grande difficoltà economica.
Ha preso il via in  Emilia Romagna il Reddito di solidarietà (RES). La misura di contrasto alla povertà voluta, ideata e introdotta dalla Regione con la Legge Regionale 24/2016, che per realizzarla ha scelto di stanziare 35 milioni di euro all'anno di risorse proprie.

Cos'è il RES. Il RES prevede un contributo di 80 euro per ogni componente del nucleo (fino a un massimo di 400 euro al mese per un anno) a sostegno concreto di famiglie, anche unipersonali, di cui almeno un componente sia residente in Emilia-Romagna da almeno 24 mesi, e con Isee corrente inferiore o uguale a 3mila euro.

A chi si rivolge. Il RES va a  integrare la misura del SIA (misura nazionale di sostegno al reddito varata dal Governo a maggio 2016 e partita su tutto il territorio nazionale nel settembre 2016) ampliandone sostanzialmente la platea di beneficiari. Se il SIA, infatti, è rivolto alle famiglie con reddito Isee uguale o inferiore a 3mila euro, con figli minori o con disabilità o in presenza di una donna in stato di gravidanza, il RES estende il beneficio a tutti i nuclei familiari includendo anche quelli unipersonali e le famiglie senza figli o con figli maggiorenni (sempre con un Isee uguale o inferiore a 3mila euro).

Altri criteri d'accesso. Così come per il SIA (con cui è incompatibile) anche il RES non è compatibile con altri trattamenti economici di natura previdenziale, indennitaria e assistenziale (pensione, accompagnamento, ecc.) di valore complessivo superiore a 600 euro mensili. Inoltre l'accesso al Reddito di solidarietà è incompatibile con la fruizione da parte di ciascun membro del nucleo familiare della Naspi (nuova prestazione di assicurazione sociale per l'impiego) o dell'assegno di disoccupazione (Asdi), o di altro ammortizzatore sociale con riferimento agli strumenti di sostegno al reddito in caso di disoccupazione involontaria.

Il Patto con i beneficiari. Come per il SIA l'accesso al RES dovrà essere accompagnato da un progetto di attivazione sociale e inserimento lavorativo, concordato e sottoscritto dai componenti maggiorenni del nucleo familiare, dal referente del Servizio sociale territoriale del Comune competente e, in caso di proposte per l'inserimento lavorativo, dal Centro per l'impiego. La misura dà quindi luogo a un vero e proprio patto tra erogatori e beneficiari: a fronte della corresponsione del contributo economico, ci deve essere uno specifico impegno del nucleo familiare a perseguire progetti di inclusione sociale e lavorativa. Il mancato rispetto del Patto comporta la perdita del beneficio.

Il Protocollo regionale per l'attuazione. Infine per promuovere e rafforzare la nuova misura, la Regione ha promosso anche un  "Protocollo per l’attuazione del Reddito di solidarietà (Res) e delle misure a contrasto di povertà ed esclusione sociale in Emilia-Romagna", mirato a favorire, a livello locale, le sinergie tra soggetti pubblici e Terzo settore, con l'obiettivo di  costruire risposte e percorsi che rendano più efficace l’azione dei diversi soggetti e più equo e razionale l’uso delle risorse. Il tutto anche attraverso l'impegno del terzo settore nel fare da "antenna" nei confronti delle persone o famiglie in difficoltà che possono essere informate e orientate, per favorirne l’accesso alle prestazioni di sostegno al reddito e di inclusione attiva.

COME PRESENTARE LA DOMANDA

Per i residenti nel Comune di Bologna le domande si accolgono esclusivamente su appuntamento.
Per prendere appuntamento è necessario recarsi presso la sede del Servizio Sociale del proprio quartiere di residenza negli orari riportati nella scheda sul nostro sito>>

Per ulteriori informazioni:

La scheda sul sito della Regione>>

La locandina in tre lingue (ITA, ENG, FR)