Servizi e Sportelli Sociali

22 Maggio 2013 Caregiver, dall'Emilia-Romagna una proposta di legge per il riconoscimento formale

In Emilia-Romagna più della metà degli over 65 parzialmente o totalmente disabili riceve aiuto e cure dai propri familiari. I numeri parlano chiaro: il ruolo del caregiver, ovvero della persona che si occupa quotidianamente di un proprio familiare non autosufficiente, è sempre più rilevante nel sistema di welfare regionale. E le istituzioni sembrano averlo capito, tanto che la consigliera regionale del Pd Paola Marani sta lavorando a una proposta di legge per riconoscere formalmente questa figura con lo scopo di assicurare, a chi volontariamente si occupa di un proprio caro, tutti i diritti e l’assistenza di cui dovrebbe godere svolgendo una funzione sociale.
Durante la conferenza di presentazione del Caregiver Day 2013, un’iniziativa intitolata “Io mi prendo cura di te” che si svolgerà a Carpi (Modena) il 24 e il 25 maggio con l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza e valorizzare questo ruolo particolare, Marani annuncia di voler presentare all’Assemblea regionale la proposta di legge entro un mese. In sostanza, si lavora per introdurre una serie di vantaggi a favore del caregiver: corsi di formazione gratuiti per imparare a conoscere le condizioni della persona che si assiste, macchinari quando se ne presenta la necessità, supporti di carattere psicologico e esenzioni dai ticket sanitari per alcune prestazioni. C’è poi la possibilità di inserire anche una forma assicurativa contro gli infortuni sul lavoro, sulla falsa riga di quelle previste per i volontari che svolgono attività simili di assistenza ad anziani o disabili. Ma per quest’ultima si deve ancora lavorare e non si conoscono nel dettaglio i particolari.
Da indagini campione emerge che nel 54% dei casi le persone parzialmente o totalmente disabili ricevono aiuto nelle attività di base della vita (come mangiare, lavarsi, vestirsi e altro) dai propri familiari, mentre solo nel 3% da personale dei servizi pubblici. Inoltre, all’interno del Fondo regionale per la non autosufficienza, il 73% dei contratti di assegno di cura prevede l’aiuto di un caregiver, viceversa solo il 27% di un assistente privato, per lo più badanti.
L’assegno di cura va da un minimo di 300 euro mensili a un massimo di 1.000 euro, e nel 2011 è stato previsto per circa 18 mila anziani non autosufficienti, per un totale di 43,2 milioni di euro. Sempre all’interno del Fondo regionale, hanno beneficiato dell’assegno anche 1.600 disabili gravi e 590 persone con gravissima disabilità acquisita, per i quali sono stati spesi altri 10,5 milioni di euro.
Vista la dimensione del campione, è intuibile perché la Regione stia lavorando a un riconoscimento formale di questa figura assistenziale. Come spiega l’assessore regionale alle Politiche sociali, Teresa Marzocchi, chi svolge questo tipo di attività è spesso costretto a dividersi tra il proprio lavoro e l’assistenza al familiare, assumendosi quindi un carico di lavoro non indifferente. Altre volte, poi, il caregiver è costretto ad abbandonare il proprio lavoro, senza la sicurezza di ritrovarne in futuro. “Perciò – prosegue Marzocchi – è necessario individuare tutte le strade possibili per sostenere queste persone con politiche ad hoc”, lavorando anche nella mediazione con le imprese o i datori di lavoro per “ottenere nei contratti di secondo livello delle condizioni favorevoli, ad esempio più flessibilità negli orari di lavoro”.

Ma non è tutto, perché sulla scia di quanto già sperimentato a Carpi, la Regione prevede di introdurre anche il cosiddetto “momento di sollievo”: spazi garantiti in strutture pubbliche  in cui “ricoverare” per un massimo di 30 giorni i familiari non autosufficienti, allo scopo di esonerare per brevi periodi il caregiver dal peso della cura del proprio caro. Sempre nel 2011, sono stati garantiti servizi di accoglienza temporanea a 6.300 anziani non autosufficienti e a 440 disabili.
Di tutto ciò si parlerà durante la manifestazione di Carpi, giunta alla terza edizione ma per la prima volta promossa anche dalla Regione. Il 24 e il 25 maggio si incontreranno associazioni di volontariato, esperti di politiche sociali e di conciliazione, tecnici delle Aziende Usl di diversi Comuni, dirigenti delle amministrazioni locali e professionisti del settore dei servizi sociali.
Tra convegni e dibattiti pubblici, verrà approfondita e promossa l’attività del caregiver, e chi non potrà partecipare direttamente, potrà sempre seguire la diretta streaming della manifestazione sul portale della Regione o  nel sito caregiverfamiliare.it
(fonte redattoresociale)