Il protocollo anti-sfratto dà i primi frutti. Lo dice l'assessore alle politiche abitative del Comune di Bologna Riccardo Malagoli. “Nei primi quattro mesi della nuova sperimentazione – spiega l'assessore nel question time di Palazzo d'Accursio – gli accordi tra le parti sono passati da 2,4 ogni 30 giorni a 5,5 al mese. Una buona notizia visto che abbiamo più che raddoppiato il numero di casi trattati con successo. Ogni lunedì operatori dei servizi per l'abitare del Comune di Bologna sono presenti in Tribunale e cercano di mettere d'accordo padroni di casa e inquilini che non riescono più a pagare ... ”. La revisione del protocollo anti-sfratto, operativa da novembre 2012, ha allargato la platea degli avanti diritto ad un aiuto economico: non più unicamente i senza lavoro, ma anche chi nonostante un'attività lavorativa non riesce comunque a pagare l'affitto.
Malagoli, sollecitato dai consiglieri comunali del Pdl, ha snocciolato i provvedimenti messi in campo dal Comune per far fronte “a quella che è ormai un'emergenza abitativa”. “Lo Stato ci ha tagliato tutto, quello che facciamo lo facciamo con le nostre forze ma la possibilità di rispondere ci è stata tolta. Non basta certo, ma se qualcuno ha idee migliori si faccia avanti”. L'assessore ha citato il fondo rotazione per i giovani, il progetto di “money tutoring”, l'autorecupero che coinvolgerà 40 famiglie bolognesi, il microcredito per pagare rate del mutuo o dell'affitto che in città ha coinvolto 44 famiglie per un totale di 106 mila euro erogati e ha visto solo un caso di insolvenza, e gli alloggi di transizione: 26 via Campagna, 27 via Roncaglio, 6 via Barozzi, 18 appartamenti per donne e bambini in via Gandusio, 40 monolocali assegnati a associazioni per la gestione di emergenze sociali o di altro tipo.
(fonte redattoresociale)