Pubblicata la nuova edizione di "Dove andare per...", la guida di Bologna per i senza fissa dimora

E' uscita la nuova edizione di “Dove andare per…”, la guida pratica all’assistenza in città per i senza fissa dimora realizzata dall'associazione Avvocato di strada.
Giunta alla settima edizione, e pubblicata in collaborazione con Comune e Provincia di Bologna, la guida è prodotta in cinquemila copie, che saranno distribuite in stazione, nei centri diurni, nei dormitori, nelle mense, nelle sedi dei servizi sociali e nei luoghi frequentati dalle persone senza fissa dimora. All’interno, le indicazioni su dove andare per dormire, lavarsi, mangiare, vestirsi, lavorare, curarsi, avere assistenza legale e sociale, con gli indirizzi, giorni e orari di apertura, telefono ed email, bus per arrivare a destinazione.  

Il libretto è uno strumento utile per gli homeless, ma non solo: “Sempre più associazioni di grandi dimensioni, come Auser e Spi Cgil, ci chiedono la guida, perché ci sono anche pensionati che, pur avendo la casa, faticano ad arrivare a fine mese”, spiega il Presidente di Avvocato di Strada, Antonio Mumolo. “Bisogna sfatare un mito che si sente ripetere da anni a diversi livelli – dice l’assessore comunale alle Politiche sociali Amelia Frascaroli – quello per cui, facilitando l’accesso ai servizi, si provoca un aumento della domanda. In realtà la domanda di servizi c’è ed è in aumento, viene da fragilità che erano già presenti e da nuove fragilità che non ci immaginavamo. Oggi bisogna saper rispondere a una domanda molto diversificata, e lo facciamo senza aumentare i costi ma mettendo in rete i punti di assistenza”.

I “nuovi poveri”, che hanno perso la casa esclusivamente per problemi economici, però fanno fatica a chiedere assistenza. “Spesso – dice Mumolo – a causa di un pregiudizio secondo cui la povertà non è qualcosa che può capitare a chiunque, ma quasi una colpa, spesso si vergognano del proprio stato e rifiutano l’aiuto”. Ciononostante, il numero di pratiche aperte dalla sede bolognese dell’associazione è in crescita: nel 2011 sono state 256, nel 2012 i soli primi sei mesi ne hanno fatte contare 149, con una forte crescita dei casi di asilo politico e protezione internazionale, di indebitamento da cartelle esattoriali, di sfratti e problematiche conseguenti.
Crescono, in parallelo, la percentuale delle pratiche di diritto amministrativo (dal 41% del 2011 al 48% dei primi sei mesi del 2012) e i clienti extracomunitari, passate dal 57% al 61%. Tra gli assistiti, resta alta la percentuale degli uomini (passati dal 68% al 62%). Tra i nuovi assistiti, gli italiani diventano più vecchi, gli stranieri più giovani. L’associazione conta 29 sportelli aperti in altrettante città d’Italia di cui 7 in Emilia-Romagna: l’ultima inaugurazione si è svolta a Ravenna un mese e mezzo fa. I volontari (avvocati e non), che solitamente si appoggiano alle sedi di altre associazioni, stanno lavorando per aprire degli sportelli anche a Monza, Caserta, Genova e La Spezia. (ef)

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Fonte: Redattore Sociale