Servizi e Sportelli Sociali

Progetti innovativi

Innovazione socialeInnovazione sociale
L'innovazione è l'introduzione di modalità nuove di progettare, produrre o promuovere beni o servizi. In questa difficile fase, caratterizzata da profondi cambiamenti sociali, economici e demografici, il processo di innovazione dei servizi e delle progettualità in ambito sociale e socio- sanitario è particolarmente importante, proprio perché consente di dar risposta ai bisogni (spesso nuovi o emergenti) di tutti i cittadini, anche mediante la promozione di percorsi di responsabilizzazione, collaborazione e azione collettiva.
Senza pretese di esaustività riportiamo in questa sede le progettazioni e le azioni promosse e implementate in quest'ottica dal Comune di Bologna, nella maggior parte dei casi realizzate in collaborazione e in rete con altri soggetti istituzionali o del privato sociale.

Interventi trasversali

Community Lab

Il Community Lab è un metodo di lavoro finalizzato a comprendere meglio le comunità di oggi e le possibili forme di evoluzione in materia di welfare locale grazie all’apporto dei cittadini.
A Bologna il percorso è partito dall’analisi dei contesti tre zone della città (nei quartieri Borgo Panigale, Reno, San Vitale) e dall'individuazione dei bisogni più urgenti, per arrivare a capire come attori diversi potessero contribuire al loro superamento, condividendo obiettivi e realizzando insieme le azioni possibili.
Sulla base di quanto emerso sono stati attivati nei tre territori di riferimento progetti che, valorizzando l'impegno già in essere delle realtà associative del territorio, e allargando la collaborazione a nuovi soggetti, hanno permesso di arricchire l’offerta di servizi sul territorio oppure di ricreare socialità in zone in cui si rischiava andasse persa. La novità del metodo Community lab consiste nella modalità di conformazione e co-progettazione dei gruppi di lavoro con l'individuazione di una figura di facilitazione, interna o esterna all'amministrazione, che ha curato con continuità il percorso e le relazioni con il gruppo di lavoro, e tra esso e il Quartiere. Altra novità importante è stato l'ingaggio di volontari nelle varie attività svolte sul territorio, di residenti “attivi” che si sono resi disponibili, e la nascita di nuove relazioni e collaborazioni tra realtà del territorio.
In particolare, in due territori (Borgo Panigale e Reno) si è dato vita a una co-progettazione che ha portato alla costruzione di una proposta estiva rivolta agli adolescenti e gestita dalle associazioni del territorio. Nel Quartiere San Vitale il progetto ha invece permesso di ampliare la conoscenza e il coinvolgimento di nuovi attori del territorio e dei residenti, promuovendo un percorso mirato alla realizzazione di un patto di collaborazione con l'amministrazione per l'autogestione di un'ampia area urbana.
Per approfondire:
>>Scarica le Linee Guida Regionali sul metodo Community Lab per la programmazione partecipata

Area povertà ed esclusione sociale

Progetto screening oncologici per gli ospiti delle strutture residenziali sociali per adulti

Il progetto – nato da una collaborazione tra il Settore Servizi Sociali del Comune di Bologna, ASP Città di Bologna ed il Dipartimento Salute Pubblica - si prefigge di promuovere la prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori tra le persone senza dimora e attivare percorsi di accompagnamento e collegamento con i servizi per le persone risultate positive allo screening.
Il progetto si rivolge a tutti coloro che conducono una vita di strada e sono ospiti delle strutture di accoglienza per adulti.
In particolare sono previste azioni di individuazione delle persone che devono essere coinvolte nello screening (per la prevenzione dei tumori al collo dell'utero, alla mammella e al colon-retto) e azioni di accompagnamento sia agli esami di primo livello, che, in caso di positività dei test, ad esami più approfonditi. Sono previste inoltre azioni e momenti di sensibilizzazione al fine di motivare le persone interessate alla prevenzione anche per il superamento di eventuali timori.

Progetto "Tutti a casa" (Housing first Bologna)

Promosso da Associazione Amici di Piazza grande, Ausl e Comune di Bologna, il progetto si pone l'obiettivo di promuovere l'emancipazione di persone senza dimora, attraverso percorsi di integrazione socio-sanitaria finalizzati alla promozione di una maggiore autonomia abitativa.
L'obiettivo è infatti quello di promuovere una strategia mirata a migliorare la qualità della vita delle persone uscendo dall condizione di “senza dimora”.
In sintesi il progetto prevede che l'associazione Amici di Piazza Grande prenda in affitto da privati cittadini immobili sfitti  da destinare ai senza fissa dimora. Il tutto attraverso azioni integrate mirate sia alla definizione dei criteri di accesso e individuazione dei soggetti beneficiari, che alla promozione di percorsi e azioni, realizzati in sinergia tra Servizi Sociali del Comune, Csm – Sert, e associazione, mirati a seguire e monitorare il percorso di autonomia delle persone (incontri periodici di monitoraggio, raccordo con i Sert e i Csm per persone con problemi di dipendenze o salute mentale,...).

Area anziani

I progetti che seguono, progettati per il target anziani in stato di bisogno, rientrano in un piano di azioni del comune per sperimentare nuove forme di domiciliarità, supportando le famiglie e puntando sull'emersione e la qualificazione del lavoro delle assistenti familiari.

Emersione e qualificazione del lavoro di cura delle assistenti familiari

Il Comune offre la possibilità di accedere a contributi economici mirati a coprire, totalmente o in parte, le spese di regolarizzazione del contratto con un'assistente familiare e promuove percorsi di formazione sia per le assistenti familiari che per i caregiver (i familiari cioè che si prendono cura della persona in stato di bisogno). Con questo progetto il Comune punta anche a conoscere anziani non in contatto con i servizi per valutarne l'eventuale stato di bisogno assistenziale, mediante visita di un'assistente sociale del nucleo per la domiciliarità di Asp Città di Bologna.
Inoltre, già dal 2011, è attivo presso Asp un Punto Unico d'accesso per sostenere le familie nella ricerca delle assistenti familiari e per avviare le procedure di accesso al contributo economico sopracitato.

Progetto pronta attivazione assistenti familiari

Il progetto, promosso da Comune e Ausl, si propone di dare risposta immediata ai cittadini e alle famiglie già nel momento in cui insorge la situazione di bisogno di assistenza dell'anziano, in fase di dimissione ospedaliera. Asp ha sottoscritto una convenzione con agenzie di somministrazione selezionate da apposito bando, che prevede la definizione di pacchetti tariffari agevolati in base all'intensità del bisogno assistenziale.
Già in ospedale l'assistente sociale ospedaliera valuta l'eventuale necessità di attivare in tempi rapidi (entro 48 ore dalla dimissione dell'anziano) un'assistente familiare qualificata, proponendo alla famiglia di attivare il servizio. Per il primo mese il servizio è gratuito; successivamente l'anziano e la sua famiglia possono decidere se prorogare il rapporto con l'assistente familiare alle tariffe convenute.

Dimissioni protette

Il progetto, promosso da Comune e Ausl, si propone di dare risposta immediata ai cittadini e alle famiglie già nel momento in cui insorge la situazione di bisogno di assistenza dell'anziano, in fase di dimissione ospedaliera. Asp ha sottoscritto una convenzione con agenzie di somministrazione selezionate da apposito bando, che prevede la definizione di pacchetti tariffari agevolati in base all'intensità del bisogno assistenziale. Già in ospedale l'assistente sociale ospedaliera valuta l'eventuale necessità di attivare in tempi rapidi (entro 72 ore dalla dimissione dell'anziano) un'assistente familiare qualificata, proponendo alla famiglia di attivare il servizio. Il costo del servizio dovrà essere anticipato dalla persona assistita o suo familiare e rimborsato interamente  a seguito della presentazione della fattura  presso la sede di ASP Città di Bologna. Successivamente l'anziano e la sua famiglia possono decidere se prorogare il rapporto con l'assistente familiare in forma diretta, alle tariffe convenute.

Infanzia e adolescenza

Progetto PIPPI – Programma di intervento per la prevenzione dell'istituzionalizzazione

Il progetto, promosso dal Comune in collaborazione Ausl, Asp e l'Ufficio scolastico, si rivolge alle famiglie a rischio di allontanamento dei propri figli minori, che presentano negligenze e difficoltà consistenti nella cura e protezione dei figli. In particolare il programma si propone di rafforzare e sostenere la relazione tra genitori e figli, attraverso a promozione di diverse azioni mirati, quali l'attivazione di gruppi per genitori, azioni di educativa domiciliare, la collaborazione attiva con la scuola, l'affiancamento familiare attraverso volontari e familie di appoggio.
Il progetto prevede una forte integrazione tra la dimensione sociale, tra la dimensione sociale, educativa e sanitaria, realizzata attraverso la forte collaborazione e condivisione di esperienze e saperi tra Comune, Ausl, Asp e organizzazioni del privato sociale, ed il coinvolgimento attivo del tessuto comunitario in cui sono inseriti i nuclei familiari seguiti (volontari, famiglie di appoggio, associazioni e gruppi informali).

Programma per l'attuazione delle linee di indirizzo per la promozione del benessere e la prevenzione del rischio in adolescenza

Le Linee Guida regionali sull'adolescenza hanno dato vita a un percorso mirato a coordinare stabilmente le politiche per l’adolescenza secondo una visione che integra le politiche, le azioni e le competenze di ambito sanitario, sociale ed educativo, per ottimizzare le risorse e rendere più efficaci gli interventi.
A partire dalle Linee Guida Regionali il Comune ha dato vita a un progetto mirato alla loro attuazione, promuovendo in questo ambito lavoro di rete e sinergie e mettendo in evidenza esperienze e buone prassi. In particolare è stato istituito un Tavolo interistituzionale di coordinamento sulle politiche per l'adolescenza composto da Ausl, Comune, scuola e terzo settore.
Tra i compiti del Tavolo vi è l'attivazione di percorsi formativi interprofessionali (in particolare è stato avviato un percorso formativo sulla genitorialità) e l'individuazione, sulla base dei bisogni emergenti e di quanto emerso dai percorsi formativi, di progetti di comunità da monitorare e sostenere.