Museo Internazionale e Biblioteca della Musica http://www.museibologna.it/musica/eventi/51899 Museo Internazionale e Biblioteca della Musica it-it info@comune.bologna.it Copyright 2019 Conversazioni | Baci, estetica e figli dell'ira Museo Internazionale e Biblioteca della Musica http://www.museibologna.it/musica/eventi/51899/id/98381 <p><img src='http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/logo_athena_musica_definitivo_3_1.jpg' /></p> Conversazionia cura di Associazione Athena Musica - Alma Mater Università di Bologna Baci, estetica e figli dell'ira. Intorno alla Musikgesellschaft di Halleconversazione con Antonio Serravezza La civiltà della conversazione ha una storia nota, intrecciata alla vicenda moderna della Repubblica delle Lettere. Meno nota è invece l’espressione Repubblica Musicale, che della Repubblica delle Lettere è un’articolazione. L’espressione è presente in una pagina dell’autore del primo dizionario di musica della cultura europea, Sébastien de Brossard (1655-1730), maestro di cappella nelle cattedrali di Strasburgo e di Meaux, compositore di mottetti sacri, cantate e arie, lessicografo, bibliofilo, infaticabile erudito d’ancien régime. Nel 1703 Brossard pubblica a Parigi il Dictionaire de musique, solo in parte simile ai dizionari di musica delle nostre biblioteche: oltre al lessico (circa 500 termini), e oltre al supplemento d’una traduzione in francese dei termini musicali greci latini italiani e al catalogo di oltre 900 scrittori di musica d’ogni età, lingua e nazione, ospita uno scritto sulla corretta pronuncia dell’italiano, la lingua che tutti i musicisti «sur tout doivent d’autant plus cultiver, qu’elle fournit à la Republique Musicale d’excellentes Pièces» Nel giro di pochi decenni le cose cambieranno: l’ideale enciclopedico di Brossard, potremmo dire oggi ‘europeista’, è stato vanificato da una cultura che ha trasformato la musica in affare di stato e guerra di religione, come nota D’Alembert nel suo scritto De la liberté de la musique (1759).Come rilanciare oggigiorno l’ideale Repubblica Musicale di Sébastien de Brossard? Una via sensata è di rimettere la musica al centro del discorso - in breve, di ripensare il discorso musicale: Athena Musica parte dall’idea che la musica non sia pensabile senza i saperi che ne hanno definito nel tempo il lessico e i concetti, e che nel loro insieme definiscono la musica come sapere storico. Le Conversazioni di Athena Musica aspirano quindi a ricostruire le condizioni di possibilità del discorso musicale tra studiosi d’ogni disciplina e formazione estetico-filosofica che condividono l’interesse per la musica. http://www.museibologna.it/musica/eventi/51899/id/98381 Sat, 29 Jun 2019 Sat, 29 Jun 2019 http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/logo_athena_musica_definitivo_3_1.jpg 53241 Museo internazionale e biblioteca della musica Strada Maggiore, 34 40125 Bologna La Casa della Vita Museo Internazionale e Biblioteca della Musica http://www.museibologna.it/musica/eventi/51899/id/99012 <p><img src='http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/la_casa_della_vita.jpg' /></p> La Casa della VitaOri e storie intorno all'antico cimitero ebraico di Bolognain mostra al Museo Ebraico di Bologna “La Casa della Vita” o Beth ha-Chaim è uno degli eufemismi con cui gli ebrei tradizionalmente indicano il cimitero (Beth ha-kevaroth), poiché come si di legge nel Deuteronomio (30,19) “… ti ho posto davanti la vita e la morte … scegli dunque la vita, onde tu viva, tu e la tua progenie”. E dagli scavi condotti nell’area cimiteriale sono emerse straordinarie tracce di vita vissuta.Gioielli in oro di eccezionale fattura e bellezza, pietre incise, oggetti in bronzo recuperati in oltre quattrocento sepolture, attestano la presenza a Bologna di una fiorente comunità, proficuamente inserita nel contesto urbano e sociale fino all’espulsione, avvenuta per volere del papa nel 1569, e offrono lo spunto per ripercorrere, in maniera globale e sistematica, la storia di una minoranza, i suoi usi, la sua cultura e le sue interazioni con la società cristiana del tempo.Una settantina circa sono i reperti riaffiorati dal sottosuolo a dare testimonianza di un luogo di cui era nota l’esistenza ma ormai perduta ogni traccia, a sollevare interrogativi e a ridestare ancora una volta la curiosità verso un’epoca tra le più interessanti ed enigmatiche nella storia culturale italiana.Durante il periodo di mostra, un percorso espositivo diffuso in musei e istituzioni culturali della città – Museo civico Medievale, Biblioteca Universitaria, Museo Internazionale della Musica, Museo del Patrimonio Industriale, Museo civico del Risorgimento-Certosa di Bologna – darà occasione al pubblico di conoscere luoghi, episodi, persone che hanno fatto la storia ebraica di Bologna: il quadro che ne emerge è di grande respiro e di ricchezza insospettabile. in mostra in sala 5 al Museo della musica • Johannes Reuchlin, De accentibus, et ortographia linguæ hebraicæ, Hagenau, 1518 [estratto]• Salomone Rossi, Il Primo Libro delle Canzonette a tre voci, Venezia, 1589• Salomone Rossi, Il Primo Libro de Madrigali a cinque voci, Venezia, 1600• Salomone Rossi, Il Terzo Libro de Madrigali a cinque voci, Venezia, 1603• Salomone Rossi, Il Primo Libro delle Sinfonie &amp; Gagliarde a tre, quattro, &amp; a cinque voci, Venezia, 1607• Salomone Rossi, Il Secondo Libro de Madrigali a cinque voci, Venezia, 1610• Salomone Rossi, Il Quarto Libro de Madrigali a cinque voci, Venezia, 1613• Autori diversi, Musiche de alcuni eccellentissimi Musici composte per la Maddalena, Sacra Rappresentazione di Gio. Battista Andreini Fiorentino, Venezia, 1617• Salomone Rossi, Ha-Shirim asher li’Shlomoh - Salmi e Cantici ebraici a quattro, cinque, sei e otto voci, Venezia, 1623 Salomone Rossi (Salamon, Salomone, Solomone; Shlomoh min ha Adumim), al suo tempo noto anche come “l’ebreo”, nasce intorno al 1570 in una famiglia della vasta comunità ebraica mantovana, all’epoca una delle più numerose d’Europa. La sua attività di musicista è attestata nel 1589 presso la corte di Vincenzo I Gonzaga (1562-1612), duca di una delle corti più prestigiose del Rinascimento italiano e grande mecenate delle arti (al suo servizio operarono, tra gli altri, Pieter Paul Rubens e Claudio Monteverdi). Con Monteverdi, Salomone Rossi collabora come coautore, assieme ad altri noti compositori del tempo, alla composizione di drammi musicali e rappresentazioni sacre come La Maddalena di Giovanni Battista Andreini - di cui il  Museo conserva un esemplare della prima edizione stampata a Venezia nel 1617, anno in cui fu messo in scena in occasione delle nozze di Ferdinando Gonzaga e Caterina de’ Medici. L’apporto della tradizione musicale della comunità ebraica all’interno della corte mantovana è rappresentato oltre che da Salomone Rossi, anche dalla sorella, cantante nota come Madama Europa, e dal danzatore, cantante e violinista Isaac Massarano, con il quale collabora alla composizione delle danze che caratterizzavano le feste cortigiane. Documentano questa attività le raccolte di musica da ballo che Salomone Rossi pubblica a Venezia tra il 1600 ed il 1622, di cui il Museo della Musica conserva il primo e il quarto libro.Nel suo stile compositivo emerge spesso la riscrittura della salmodia monodica della tradizione ebraica, come canto che scaturisce dalla trama del contrappunto polifonico e ciò accade - non a caso - nel contesto storico in cui nella corte mantovana nasceva quel gusto musicale moderno che il Monteverdi chiamava “seconda prattica”, consistente proprio nella riscrittura della polifonia come armonia di accordi centrati sul basso continuo e per questo subordinati al canto lirico. Testimonianze della nascita di questa modernità musicale è Il Primo Libro delle Canzonette (1589) sul cui frontespizio e in calce alla dedica l’autore compare come “Salamone Rossi H.” dove la H. come il contrassegno giallo che l’ebreo di allora doveva esibire sui propri abiti, sta per “Hebreo.” Essa tornerà, per esteso, in tutte le sue successive pubblicazioni tra le quali i Quattro libri di madrigali a 5 voci, stampati tra il 1600 e 1613, il cui primo libro contiene la prima intavolatura conosciuta per chitarrone (o tiorba) nonché il libro degli Ha-Shirim asher li’Shlomoh - Salmi e Cantici ebraici a quattro, cinque, sei e otto voci (1623). Quest’ultima è sicuramente l’opera più significativa e originale di Salomone Rossi: la raccolta di trentatré salmi, inni e canti sinagogali a 3-8 voci è il primo esempio di polifonia su testi ebraici, nonché la prima stampa musicale in cui venne adottata la cosiddetta tecnica della “scrittura speculare”, dove testo e notazione non scorrono da destra verso sinistra, come in ebraico, bensì alla latina da sinistra a destra. Nel De accentibus, et ortographia linguæ hebraicæ del 1518, l’autore Johannes Reuchlin propone un ampio excursus sulle cantillazioni sinagogali, che egli fa stampare in modo perfettamente leggibile da destra verso sinistra, privilegiando ciò che era ritenuto più importante cioè la corretta ortografia, con la ovvia conseguenza del “ribaltamento” del testo musicale - come nell’esempio esposto - in cui sono evidenti le chiavi musicali poste all’estrema destra del rigo. Rossi fa la scelta contraria e privilegia l’andamento della musica, dando così implicitamente la precedenza a quest’ultima rispetto al testo, che infatti viene stampato in forma invertita.Per giustificare sul piano dottrinale l’audace impiego della musica d’arte nella liturgia ebraica è da notare il corposo apparato di paratesti inserito dall’autore, evidentemente inteso a dissipare l’enorme diffidenza delle sinagoghe per le innovazioni contrarie alla tradizione: un coraggioso segnale di emancipazione e riscatto, nonché di volontà di porre la musica religiosa ebraica sullo stesso piano di quella cattolica. http://www.museibologna.it/musica/eventi/51899/id/99012 Thu, 20 Jun 2019 Thu, 20 Jun 2019 http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/la_casa_della_vita.jpg 53241 Museo internazionale e biblioteca della musica Strada Maggiore, 34 40125 Bologna