Museo Civico Medievale-Collezioni Comunali d’Arte-Museo Davia Bargellini http://www.museibologna.it/arteantica/eventi/51895 Museo Civico Medievale-Collezioni Comunali d’Arte-Museo Davia Bargellini it-it info@comune.bologna.it Copyright 2020 Il Camino dei Fenicotteri. I disegni dei Casanova dall'Æmilia Ars alla Rocchetta Mattei Museo Civico Medievale-Collezioni Comunali d’Arte-Museo Davia Bargellini http://www.museibologna.it/arteantica/eventi/51895/id/101728 <p><img src='http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/fenicotteri.jpg' /></p> I Musei Civici d’Arte Antica, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, e grazie al sostegno di Renzo Zagnoni e dell’Associazione Nuèter, organizzano presso il Museo Davia Bargellini una mostra centrata sul progetto di Giulio Casanova per il Camino dei Fenicotteri, che oggi orna un interno della Rocchetta Mattei sull’Appennino bolognese. Realizzato in maiolica dalla celebre ditta bolognese dei Minghetti, il camino fu oggetto di un particolareggiato disegno preparatorio, conservato nella raccolta del Museo Davia Bargellini, che è il fulcro dell’esposizione, curata da Paolo Cova, Mark Gregory D’Apuzzo e Ilaria Negretti: un caso eclatante, ma poco noto al grande pubblico, che può quindi offrire la testimonianza della migliore produzione creativa della società Æmila Ars, fondata nel 1898 dal restauratore e letterato Alfonso Rubbiani col supporto del conte Francesco Cavazza, con l’intento di promuovere l’industria artistica locale, sull’esempio del movimento delle Arts and Crafts, animato in Inghilterra dall’artista William Morris. Esposto accanto alla riproduzione fotografica del camino, lo studio grafico, in penna e inchiostro, rifinito in acquerello, è affiancato da altri importanti disegni dei primi anni del Novecento, per progetti di mobili, di ceramiche, di motivi ornamentali. Invenzioni dunque di design liberty, acquistati dal Comune nel 1937 e oggi parte delle collezioni Davia Bargellini, di mano dei più celebrati protagonisti dell’Æmilia Ars – i fratelli Giulio e Achille Casanova, Giuseppe De Col – che diedero vita ad una stagione di apertura internazionale per Bologna, riconosciuta dalla critica coeva, come dimostra il successo riscosso alla Prima Esposizione Internazionale di Torino del 1902. Oltre ai progetti grafici, fanno parte del percorso di mostra i ferri battuti del museo, dal Cancello dei Melograni, ideato da De Col e realizzato da Pietro Maccaferri, ai prodotti della Ditta di Sante Mingazzi, noto per il virtuosismo nella riproduzione dei fiori, tanto delicati da sembrare sul punto di muoversi leggeri al soffio del vento (De Morsier). Il percorso dell’esposizione si prolunga idealmente fino alla Rocchetta Mattei di Riola nel Comune di Grizzana Morandi, dove, in via del tutto eccezionale e solo per la durata della mostra, il pubblico verrà accompagnato alla scoperta del Camino dei Fenicotteri, nella speranza che le recenti ricerche favoriscano il suo restauro e la sua pubblica fruibilità. La mostra è stata prorogata al 6 settembre 2020 http://www.museibologna.it/arteantica/eventi/51895/id/101728 Sun, 15 Mar 2020 Sun, 15 Mar 2020 http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/fenicotteri.jpg 53174 Museo Davia Bargellini Imago splendida. Capolavori di scultura lignea a Bologna dal Romanico al Duecento Museo Civico Medievale-Collezioni Comunali d’Arte-Museo Davia Bargellini http://www.museibologna.it/arteantica/eventi/51895/id/100205 <p><img src='http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/immagine_guida_imago_splendida.jpg' /></p> La mostra organizzata presso il Museo Civico Medievale, in collaborazione con la Curia Arcivescovile di Bologna, l’Università di Bologna e la Fondazione Giorgio Cini di Venezia è incentrata sull’affascinante e poco studiata produzione scultorea a Bologna tra XII e XIII secolo. L’esposizione, curata da Massimo Medica e da Luca Mor, è l’occasione per presentare per la prima volta alcuni rarissimi capolavori lignei della città, alcuni dei quali restaurati per l’occasione. Tali opere, principalmente grandi crocifissi, consentiranno di fissare una nuova tappa verso la comprensione dei modelli di riferimento nella Bologna di quel tempo. Qui, del resto, il Medioevo fu animato da un fiorente clima multiculturale, favorito sia dalla posizione strategica della città sulla Via Emilia, quindi tra gli Appennini e le direttrici verso l’Oltralpe, sia per la nascita nel tardo XI secolo di una celebre scuola giuridica. Una realtà così cosmopolita garantì un impulso costante per i contatti internazionali, l’indotto dei commerci, lo sviluppo urbano e, non ultime, le commissioni artistiche, tra cui quelle di arredi liturgici e tesori ecclesiastici destinati a soddisfare le crescenti esigenze devozionali. Oggi però di questi manufatti rimane assai poco, come documenta la scultura lignea medievale che, anche a causa della deperibilità del materiale, a Bologna conta soltanto pochi esempi secondo una tendenza che accomuna tutti i grandi centri italiani. Ciò rende ancora più emblematico il valore delle testimonianze locali superstiti che per lo più si caratterizzano di esempi monumentali di elevata qualità esecutiva. Basti menzionare il superbo gruppo della Crocifissione che campeggia nella Cattedrale di San Pietro (tra i più antichi in Italia ancora completi delle figure dei Dolenti), del tutto isolato nel panorama emiliano-padano ed esito credibile di una bottega alpina itinerante specializzata nella lavorazione del legno che realizzò l’opera entro 1184, anno di consacrazione della nuova chiesa avvenuta alla presenza di papa Lucio III. Le novità del Duecento trovano invece riscontro in un pregevole gruppo di sculture stilisticamente omogenee che raffigurano il Christus Triumphans, ormai pervase da un naturalismo gotico modulato in virtù dell’iconografia più o meno arcaizzante. Si tratta del Crocifisso ancora poco conosciuto della chiesa Santa Maria Maggiore, che oggi ritorna all'antico splendore dopo l'importante restauro finanziato dal Comune di Bologna; del Crocifisso nelle Collezioni Comunali d’Arte, riallestito nel corso Trecento su una croce dipinta da Simone dei Crocifissi; nonché del Crocifisso pervenuto alla raccolta d’arte della Fondazione Giorgio Cini a Venezia. L’identificazione di questa importante bottega e l’occasione di esporre insieme le sue opere costituirà pertanto una circostanza pressoché irripetibile, non solo per rendere noti i preziosi dati di restauro e per cercare di approfondire il tema dello spazio liturgico a Bologna tra il XII e XIII secolo (anche grazie all’esposizione di coeve croci dipinte) , ma anche per misurare in dettaglio gli originalissimi effetti locali della rinascenza gotica su un genere artistico così particolare: stimolato in modo sinergico sia dalle novità d’Oltralpe, mediate nel capoluogo emiliano attraverso la circolazione di “arti minori” ( in mostra verranno esposti alcuni preziosi codici miniati ed altri oggetti liturgici) ed eruditi stranieri, sia dall’influsso di quelle toscane che proprio in città manifestarono episodi di primo piano come la famosa Arca marmorea di San Domenico, realizzata per la chiesa omonima da Nicola Pisano e aiuti (1264-1267). La mostra è prorogata fino al  6 settembre 2020 http://www.museibologna.it/arteantica/eventi/51895/id/100205 Fri, 22 Nov 2019 Fri, 22 Nov 2019 http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/immagine_guida_imago_splendida.jpg 36155 Museo Civico Medievale Via Manzoni, 4 40121 Bologna