Museo Civico Medievale-Collezioni Comunali d’Arte-Museo Davia Bargellini http://www.museibologna.it/arteantica/eventi/51895 Museo Civico Medievale-Collezioni Comunali d’Arte-Museo Davia Bargellini it-it info@comune.bologna.it Copyright 2021 Fuori dai cori. Tre "quadri di tarsia" di fra Damiano Zambelli da Bergamo (1480 ca. - 1549) Museo Civico Medievale-Collezioni Comunali d’Arte-Museo Davia Bargellini http://www.museibologna.it/arteantica/eventi/51895/id/105829 <p><img src='http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/zambelli_crocefissione_3.jpg' /></p> Nell'ambito della mostra Fuori dai cori. Tre "quadri di tarsia" di fra Damiano Zambelli da Bergamo (1480 ca. - 1549), visita guidata a cura di Francesco Zagnoni http://www.museibologna.it/arteantica/eventi/51895/id/105829 Sat, 20 Nov 2021 Sat, 20 Nov 2021 http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/zambelli_crocefissione_3.jpg 53174 Museo Davia Bargellini La pittura monocroma a inchiostro Museo Civico Medievale-Collezioni Comunali d’Arte-Museo Davia Bargellini http://www.museibologna.it/arteantica/eventi/51895/id/105704 <p><img src='http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/volantino_3.jpg' /></p> Per il ciclo di conferenze: Segni, inchiostro e colore nella civiltà cinese, terza e ultima conferenza dal titolo: La pittura monocroma a inchiostro, a cura di Giovanni Peternolli.Le invenzioni della seta, della carta e dell’inchiostro hanno dato origine in Cina a una straordinaria produzione artistica. I grandi rotoli di paesaggio, la pittura chan e la lunga e gloriosa tradizione della pittura dei Letterati presentano capolavori che hanno pochi uguali nell’arte mondiale. L’evocazione dei più svariati aspetti della realtà grazie alle infinite sfumature del monocromo dà vita a un’esperienza estetica unica. http://www.museibologna.it/arteantica/eventi/51895/id/105704 Wed, 17 Nov 2021 Wed, 17 Nov 2021 http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/volantino_3.jpg 36155 Museo Civico Medievale Via Manzoni, 4 40121 Bologna Fuori dai cori. Tre "quadri di tarsia" di fra Damiano Zambelli da Bergamo (1480 ca. - 1549) Museo Civico Medievale-Collezioni Comunali d’Arte-Museo Davia Bargellini http://www.museibologna.it/arteantica/eventi/51895/id/105826 <p><img src='http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/zambelli_2.jpg' /></p> Nell'ambito della mostra Fuori dai cori. Tre "quadri di tarsia" di fra Damiano Zambelli da Bergamo (1480 ca. - 1549), visita guidata a cura di Lorenzo Mascheretti (curatore della mostra) http://www.museibologna.it/arteantica/eventi/51895/id/105826 Sat, 06 Nov 2021 Sat, 06 Nov 2021 http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/zambelli_2.jpg 53174 Museo Davia Bargellini Fuori dai cori. Tre "quadri di tarsia" di fra Damiano Zambelli da Bergamo (1480 ca. - 1549) Museo Civico Medievale-Collezioni Comunali d’Arte-Museo Davia Bargellini http://www.museibologna.it/arteantica/eventi/51895/id/105641 <p><img src='http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/02_fra_damiano_zambelli_crocefissione.jpg' /></p> Nell'ambito della mostra Fuori dai cori. Tre "quadri di tarsia" di fra Damiano Zambelli da Bergamo (1480 ca. - 1549), visita guidata a cura di Francesco Zagnoni http://www.museibologna.it/arteantica/eventi/51895/id/105641 Sat, 30 Oct 2021 Sat, 30 Oct 2021 http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/02_fra_damiano_zambelli_crocefissione.jpg 53174 Museo Davia Bargellini Risonanze Museo Civico Medievale-Collezioni Comunali d’Arte-Museo Davia Bargellini http://www.museibologna.it/arteantica/eventi/51895/id/105876 <p><img src='http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/rison__3.jpg' /></p> Risonanze è un momento espositivo compreso in un ciclo d'interventi dedicati alle forme/modalità di trasmissione del patrimonio culturale attraverso i linguaggi dell'arte contemporanea in dialogo con l'architettura e i suoi contesti, che vede coinvolti studenti ed ex studenti del Biennio di Decorazione per l'architettura dell'Accademia di Belle Arti di Bologna negli spazi del Museo Civico Medievale. Risonanze è parte del progetto culturale Patrimonio, risorse per lo spazio pubblico, strumenti per la progettazione artistica contemporanea, promosso dall'Accademia di Belle Arti di Bologna in collaborazione con Istituzione Bologna Musei/Musei Civici d'Arte Antica a cui hanno partecipato: Arianna Bassetto, Martina Beghelli, Nikola Filipović, Suqin Xiong Inaugurazione venerdì 22 ottobre, ore 17.00 con prenotazione fino ad esurimento posti http://www.museibologna.it/arteantica/eventi/51895/id/105876 Sat, 23 Oct 2021 Sat, 23 Oct 2021 http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/rison__3.jpg 36155 Museo Civico Medievale Via Manzoni, 4 40121 Bologna La Compagnia Teatrino Giullare festeggia i 25 anni di Teatro Museo Civico Medievale-Collezioni Comunali d’Arte-Museo Davia Bargellini http://www.museibologna.it/arteantica/eventi/51895/id/105663 <p><img src='http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/teatrino1_2_1.jpg' /></p> Dal 30 settembre la compagnia bolognese Teatrino Giullare, fondata e diretta dagli attori e registi Giulia Dall’Ongaro ed Enrico Deotti, festeggia i 25 anni di Teatro, con un programma speciale di visioni, pratiche, esposizioni, performance, installazioni, laboratori per condividere un percorso di creativitaà, un immaginario, un futuro; in una composizione di molteplici collaborazioni con la cittaà di Bologna e l'Area metropolitana. La compagnia, che ha sede a Sasso Marconi, tra le piuà significative nel panorama del teatro contemporaneo (tra i riconoscimenti piuà recenti il premio Rete Critica 2020 e il Premio Hystrio Digital Stage 2021), si caratterizza per aver messo in scena testi dalla drammaturgia antica fino alla contemporaneitaà tramite visioni inedite e l'uso di attori artificiali e mascheramenti per esaltare la natura piuà intima dei testi. Il progetto dei 25 anni (dopo un prologo settembrino del festival GIORNATE TEATRALI DI COLLE AMENO a Sasso Marconi: incontri, laboratori, letture dedicati al viaggio della Compagnia e a Giuliano Scabia che ne ha sostenuto i primi passi) si apre giovedì 30 settembre con lo spettacolo e l’esposizione La Commedia Umana, un progetto teatrale e artistica di Teatrino Giullare, un viaggio attraverso maschere, immagini e materiali scenici creati nel tempo dalla Compagnia, esposti per la prima volta al pubblico all’interno del percorso espositivo delle Collezioni Comunali d'Arte di Bologna, ponendosi e in dialogo con i personaggi e le storie dei dipinti e delle sculture del Museo. Un percorso teatrale, onirico, poetico ma anche divertente; i materiali esposti sono infatti al centro di un momento performativo, che si svolge in contemporanea con l’apertura della mostra. Teatrino Giullare eà una compagnia di teatro contemporaneo, fondata da Giulia Dall’Ongaro ed Enrico Deotti che realizza dal 1996 allestimenti teatrali, seminari, laboratori in tutta Italia e in tourneàe internazionali in 35 paesi del mondo (Europa, Usa, Canada, Cina, Russia, Argentina, Uruguay, Guatemala, Etiopia, Kenia, Turchia, Pakistan, India, Iran, Israele, Egitto, Marocco, Colombia, Venezuela...). Tra gli autori rappresentati Euripide, Aristofane, Plauto, Samuel Beckett, Thomas Bernhard, Bernard-Marie Kolteàs, Harold Pinter, Elfriede Jelinek, William Shakespeare oltre a scritture proprie e testi di autori contemporanei italiani (G. Scabia, D. Carnevali...). Giulia Dall’Ongaro ed Enrico Deotti hanno tenuto conferenze e svolto seminari e workshops teatrali, tra gli altri al DAMS, Universitaà di Bologna, alla Facoltaà di Architettura dell'Universitaà di Firenze, all'Universitaà di Venezia, all'Universitaà di Roma-La Sapienza, al Museo Argentino di Buenos Aires (Argentina), alla Facoltaà di Belle Arti dell’Universitaà di Smirne (Turchia), alla Darpana Academy of Performing Arts di Ahmedabad (India), al Museo delle Arti Applicate di Belgrado (Serbia), al Museo Moubarak de Il Cairo (Egitto), al Teatro Nazionale di Tirana (Albania), al Centro di Educazione Culturale di Varsavia (Polonia), al Festival Iberoamericano di Bogotaà (Colombia).             http://www.museibologna.it/arteantica/eventi/51895/id/105663 Sat, 09 Oct 2021 Sat, 09 Oct 2021 http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/teatrino1_2_1.jpg 36144 Collezioni Comunali d'Arte Piazza Maggiore 6, 40121 Bologna Fuori dai cori. Tre "quadri di tarsia" di fra Damiano Zambelli da Bergamo (1480 ca. - 1549) Museo Civico Medievale-Collezioni Comunali d’Arte-Museo Davia Bargellini http://www.museibologna.it/arteantica/eventi/51895/id/105642 <p><img src='http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/invito_zambelli_1.jpg' /></p> Nell’ambito delle celebrazioni internazionali per l’ottavo centenario della morte di san Domenico, i Musei Civici d’Arte Antica di Bologna organizzano una mostra sul “principe degli intarsiatori” fra Damiano Zambelli da Bergamo (1480 circa - 1549), attivo a Bologna per un ventennio nel convento di San Domenico, con l’esposizione di due sue tarsie oggi in collezione privata, rappresentanti una Flagellazione e una Crocifissione, che per la prima volta si vanno ad affiancare al commesso ligneo del Museo Davia Bargellini raffigurante pure quest’ultimo soggetto. L’esposizione, curata da Mark Gregory D’Apuzzo, Lorenzo Mascheretti e Massimo Medica, in collaborazione con l’Ordine dei predicatori, si giova della disponibilità della proprietà e del sostegno della Galleria Longari Arte Milano e prevede un focus, attraverso pannelli esplicativi, anche all’interno del coro della basilica bolognese di San Domenico, dove il visitatore troverà approfonditi alcuni postergali che sono in dialogo con le tarsie qui esposte in mostra. La scelta di ambientare l’esposizione presso la sede del Museo Davia Bargellini è motivata – oltre che dalla citata presenza di una tarsia di fra Damiano, proveniente dalla collezione del marche se Virgilio Davia – dalla natura dei pezzi esposti, simbolo di una tecnica artistica posta all’«incrocio di tutte le arti» (André Chastel) e particolarmente diffusa nel corso del Quattrocento e del Cinquecento. La carriera di fra Damiano coincide con la stagione più esuberante, seppur terminale, della tarsia lignea cinquecentesca. La sua produzione artistica non si limitò alla realizzazione tradizionale di arredi liturgici e mobili presbiteriali, ma “uscì dai cori” attraverso l’esecuzione di veri e propri “quadri di tarsia” destinati a un precoce collezionismo privato. Tra i primi estimatori dell’arte di fra Damiano, accanto ai grandi nomi di Carlo V, Alfonso d’Este e Paolo III, si registrano Francesco Guicciardini, Leandro Alberti e Sabba da Castiglione. Le tarsie esposte in mostra sono un esempio di questa fortuna collezionistica e dimostrano la larga richiesta di simili oggetti da parte della committenza aristocratica. Oltre a creare l’occasione per riflettere sui fenomeni di collezionismo di tale tipologia di prodotti artistici a partire dal XVI secolo, riunire le tre tarsie offre il pretesto per un ragionamento sulle loro tecniche di produzione: l’eccezionale accostamento dei due pezzi gemelli raffiguranti la Crocifissione consente di meditare sulla pratica del riuso dei cartoni preparatori, assai diffusa all’interno delle botteghe coeve. http://www.museibologna.it/arteantica/eventi/51895/id/105642 Sat, 02 Oct 2021 Sat, 02 Oct 2021 http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/invito_zambelli_1.jpg 53174 Museo Davia Bargellini Dante e la miniatura a Bologna al tempo di Oderisi da Gubbio e Franco Bolognese Museo Civico Medievale-Collezioni Comunali d’Arte-Museo Davia Bargellini http://www.museibologna.it/arteantica/eventi/51895/id/104694 <p><img src='http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/dante_manifesto.jpg' /></p> Come è noto Dante soggiornò a Bologna in più occasioni: una prima volta probabilmente intorno al 1286-87, quando forse frequentò, come “studente fuori corso”, l’Università. Più prolungato dovette essere invece il secondo soggiorno, che vide il poeta trattenersi in città per almeno due anni, dal 1304 al 1306. Dopo avere lasciato Verona, e poi Arezzo Dante ricercava ora nella scrittura e nello studio il motivo del suo riscatto che l’avrebbe risollevato dall’ignominia dell’esilio, iniziato nel 1302. Ed è probabile che in queste circostanze avesse scelto proprio Bologna come possibile nuova meta, atta a garantirgli le necessarie risorse per vivere e anche per studiare e scrivere. Una presenza che dovette consentirgli di entrare in contatto con alcuni di quei luoghi deputati alla produzione e alla vendita dei libri, dove probabilmente aveva avuto notizia dello stesso miniatore Oderisi da Gubbio di cui fa menzione nell’XI canto del Purgatorio: «Oh!», diss’io lui, «non se’ tu Oderisi,/ l’onor d’Agobbio e l’onor di quell’arte/ ch’alluminar chiamata è in Parisi?»/ «Frate», diss’elli, «più ridon le carte/ che pennelleggia Franco Bolognese;/ l’onore è tutto or suo, e mio in parte. Il miniatore Oderisi da Gubbio risulta in effetti documentato a Bologna tra gli anni sessanta e settanta del Duecento, il che induce a credere che egli avesse operato nell’ambito della miniatura locale del cosiddetto “primo stile”, le cui caratteristiche ritornano, come documentano alcuni dei codici esposti, nella stesura rapida e corsiva, giocata su una gamma assai limitata di colori (ufficio del tempo,ms.511; antifonario del tempo, ms. 513; lezionario, ms.514; antifonario del tempo, ms.515; antifonario del tempo, ms. 516; collettario, ms. 612) . A questa prima fase dovette seguire più tardi una diversa e più aggiornata corrente di stile capace di rinnovare, nel ricorso ad una sintassi figurativa legata ai modelli della tradizione bizantina, il carattere delle decorazione dei codici bolognesi. Questa ulteriore , definita “secondo stile”, ebbe come protagonista il cosiddetto Maestro della Bibbia di Gerona, nome che gli deriva da una sontuosissima Bibbia oggi conservata alla Biblioteca Capitolare di Gerona. Come risulta dai graduali da lui miniati per la chiesa di San Francesco (mss. 526,527) la sua attitudine a confrontarsi con i modelli più colti della cultura ellenistico-bizantina rivive nelle cadenzate euritmie che caratterizzano le varie figurazioni, ripensate si direbbe direttamente sugli esempi della miniatura di età paleologa, ma anche antecedenti collegabili alla rinascenza macedone. Il tutto interpretato con una verve ed una vitalità, anche cromatica, di sapore tutto occidentale, tale da presupporre un confronto anche con le coeve novità della pittura monumentale, ben documentate a Bologna negli anni del più antico soggiorno di Dante, dalla Maestà che Cimabue eseguì per la chiesa dei Servi. Ed è forse a questo cambiamento che Dante allude nella Commedia quando dopo avere fatto riferimento ad Oderisi da Gubbio parla dell’altro miniatore, il fantomatico Franco Bolognese “l’onor è or tutto suo, e mio in parte”, come del resto potrebbe lasciare intendere anche l’ambientazione del poema nell’anno 1300, quando sicuramente Oderisi era già defunto. I riflessi di questo stile aulico si possono cogliere in buona parte dei codici miniati a Bologna tra la fine del Duecento e i primissimi anni del Trecento (graduale, ms.521; antifonario, ms.529, antifonario ms.532, matricola dei Merciai del 1303, ms.629) dove tuttavia appare crescente anche l’adesione ad un ritmo narrativo di stampo ormai gotico che in taluni casi sembra già presupporre la conoscenza di certi modelli giotteschi.     http://www.museibologna.it/arteantica/eventi/51895/id/104694 Fri, 28 May 2021 Fri, 28 May 2021 http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/dante_manifesto.jpg 36155 Museo Civico Medievale Via Manzoni, 4 40121 Bologna In nuce Museo Civico Medievale-Collezioni Comunali d’Arte-Museo Davia Bargellini http://www.museibologna.it/arteantica/eventi/51895/id/104427 <p><img src='http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/nuce_1_1.jpg' /></p> Il progetto consiste in una mostra personale site-specific dell'artista Maurizio Donzelli (Brescia, 1958) in dialogo con le opere e gli ambienti del Museo Civico Medievale di Bologna: un percorso che invita lo spettatore alla scoperta di inattese relazioni tra i preziosi manufatti e le secolari architetture del museo e le tipologie dei lavori dell'artista, dagli Arazzi ai Mirrors, dai Disegni del Quasi ai recenti monocromi sull'oro, sino alla presentazione della nuova serie pittorica dei Notturni, nati come meditazione pittorica sull'isolamento e l'attesa, tra la fine del 2020 e la prima parte del 2021, ancora inediti. Diverse le opere di grande formato su carta che rievocano mappe celesti di stelle filamentose e brucianti, o si ispirano ai disegni di Cartesio sui magneti: onde e campi di attrazione che si propagano o interrompono come onde d'acqua quando si incontrano, metafore visuali delle reciproche analogie e risonanze tra le cose del mondo. Il titolo della mostra, In nuce, evidenzia infatti come l'opera di Donzelli contenga embrionalmente un racconto visuale e iconico che può svilupparsi in direzioni diverse, potenzialmente infinite: un racconto nato dallo sguardo furtivo dell'artista e capace di unire, fondere e distinguere linguaggi e forme di tempi e geografie differenti. È questa la modalità di approccio e dialogo che l'artista mette in atto con il passato e con le sue iconografie, alle quali la sua opera si ispira in un andirivieni di emergenze e latenze di segni e accenni, affioramenti e sussurri visuali. Un prezioso e delicato rimando che si sviluppa come un ricamo lungo le sale del museo, chiedendo allo spettatore di trovare, a partire dalle proprie reminiscenze e attitudini visuali, relazioni e confronti tra le vestigia del passato e le contemporanee superfici pittoriche e materiche di Donzelli che si acquattano tra le sale o impattano eclatanti nell'ambiente. Non è la prima volta che l'artista bresciano si confronta con l'antico: si ricordino le personali Metamorfosi, a Palazzo Fortuny, Venezia, 2012; Ad Altemps, tenutasi al Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps, Roma, 2015; la bi-personale con Aldo Grazzi a Palazzo Ducale a Mantova, nel 2017-2018; la collettiva METAMORPHOSIS a Villa Olmo, Como, nel contesto della trentesima edizione di MINIARTEXTIL, nel 2021; le precedenti collettive Intuition e Proportio, entrambe a Palazzo Fortuny, Venezia, nel 2017 e nel 2015. Lasciandosi trasportare dalle suggestioni e dalle meraviglie dei tesori del museo bolognese e dai racconti che essi restituiscono sala dopo sala, Donzelli traccia ipotesi di un viaggio nel tempo e nello spazio, attraverso le forme, gli ornamenti, le iconografie stratificate, nascoste e latenti, dall'antichità alla contemporaneità. Un linguaggio contemporaneo che si nutre delle stratificazioni e delle rimanenze del tempo, che rievoca e ritorna ciclicamente e sulle vestigia della storia e della cultura, senza limiti di geografie e di tempi: un lavoro che perfettamente si iscrive nella cornice altrettanto stratificata del Museo Civico Medievale, in una tensione dialettica con i suoi tesori preziosi e le sue vicende inscritte tra le mura e negli oggetti esposti ( a cura di Ilaria Bignotti) http://www.museibologna.it/arteantica/eventi/51895/id/104427 Fri, 07 May 2021 Fri, 07 May 2021 http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/nuce_1_1.jpg 36155 Museo Civico Medievale Via Manzoni, 4 40121 Bologna