Istituzione Bologna Musei http://www.museibologna.it/eventi/49387 Istituzione Bologna Musei it-it info@comune.bologna.it Copyright 2020 La Certosa di Bologna | un libro aperto sulla storia - Evento annullato Museo Civico del Risorgimento http://informa.comune.bologna.it/iperbole/risorgimento/eventi/47755/id/101226 <p><img src='http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/app_diur_la_certosa_1_1_1_2_1_1_1.jpg' /></p> - EVENTO ANNULLATO - Una passeggiata dedicata a chi non ha mai visitato il complesso monumentale, l'ABC della nostra Certosa: dalla necropoli etrusca al monastero, dall'istituzione del "cimitero moderno" ai capolavori più famosi e tante, tante curiosità. A cura di Didasco. Ingresso 10€, due euro verranno devoluti per la valorizzazione della Certosa. Prenotazione obbligatoria 3481431230 (pom-sera). Ritrovo ore 15.30 all'ingresso principale (cortile chiesa), via della Certosa 18. I possessori della Card Cultura riceveranno un omaggio all’ingresso. L'evento si terrà anche in caso di maltempo. #photogallery# http://informa.comune.bologna.it/iperbole/risorgimento/eventi/47755/id/101226 Sun, 07 Jun 2020 Sun, 07 Jun 2020 http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/app_diur_la_certosa_1_1_1_2_1_1_1.jpg 49221 Complesso monumentale della Certosa Via della Certosa, 18 40133 Bologna Musica da vedere Museo Internazionale e Biblioteca della Musica http://informa.comune.bologna.it/iperbole/musica/eventi/51899/id/101368 <p><img src='http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/004__le_compari6_1_1_1_1_1_1_1_2_1_1_1_1_1_1_1_1_1_2_3_2_2_5.jpg' /></p> Variazioni le visite che non ti aspetti Musica da vederevisita guidata “a domanda aperta” alle collezioni del Museo della musica con Giuseppe Ayroldi Sagarriga (Museo della musica) Mozart sbagliava i compiti?La tastiera perfetta è insuonabile?Wagner era bolognese?Nell’orchestra di Respighi c’era un giradischi? Non lo sapete? Allora, da non perdere gli appuntamenti domenicali di Musica da vedere, le speciali visite guidate “a rilascio prolungato” in cui, dalle 10.30 alle 13 e dalle 15 alle 17.30, troverete un esperto a vostra disposizione per rispondere a queste e a tutte le altre domande che vi verranno in mente sul museo, per un percorso guidato (ma non troppo...) attraverso sei secoli di storia della musica. ATTENZIONE: In conformità alle disposizioni del Presidente del Consiglio dei Ministri sul contenimento della diffusione del COVID-19 l'evento è annullato http://informa.comune.bologna.it/iperbole/musica/eventi/51899/id/101368 Sun, 07 Jun 2020 Sun, 07 Jun 2020 http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/004__le_compari6_1_1_1_1_1_1_1_2_1_1_1_1_1_1_1_1_1_2_3_2_2_5.jpg 53241 Museo internazionale e biblioteca della musica Strada Maggiore, 34 40125 Bologna La mostra Noi siamo la Minganti riparte mercoledì 20 maggio Museo del Patrimonio Industriale http://informa.comune.bologna.it/iperbole/patrimonioindustriale/eventi/51897/id/100636 <p><img src='http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/invito_mostra_minganti.jpg' /></p> Mercoledì 20 maggio alle ore 10:00, contestualmente alla riapertura del Museo, ritorna la mostra fotografica: Noi siamo la Minganti. Bologna e il lavoro industriale tra fotografia e memoria (1919-2019), presso il Museo del Patrimonio Industriale. L'esposizione fotografico-documentale realizzata nel centenario delle Officine Minganti racconta la storia della fabbrica come luogo al contempo del lavoro e della produzione. Le fotografie provenienti da archivi personali e pubblici documentano il lavoro all’interno dello spazio industriale, la varietà della produzione sino alla mobilitazione contro la chiusura della fabbrica. Inoltre, materiale documentario e video interviste agli ex lavoratori e lavoratrici completano la ricostruzione dell’identità delle Officine Minganti. L’iniziativa si sviluppa in sinergia con il più articolato progetto di public history Bologna metalmeccanic@ promosso da Associazione Clionet, Università di Bologna, Fiom-Cgil Bologna, Museo del Patrimonio Industriale. L'esposizione può essere visitata negli orari di apertura del Museo previo pagamento del biglietto di accesso al Museo dal 12 Dicembre 2019 sino al 10 Maggio 2020.Per informazioni: telefono 051.6356611.ORARI:Mercoledì, giovedì, venerdì dalle 10 alle 13; sabato e domenica dalle 10 alle 14.Chiuso tutti i lunedì, i martedì e i festivi infrasettimanali. http://informa.comune.bologna.it/iperbole/patrimonioindustriale/eventi/51897/id/100636 Wed, 20 May 2020 Wed, 20 May 2020 http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/invito_mostra_minganti.jpg 52993 Museo del Patrimonio Industriale Via della Beverara, 123 40131 Bologna Il Camino dei Fenicotteri. I disegni dei Casanova dall'Æmilia Ars alla Rocchetta Mattei Museo Civico Medievale-Collezioni Comunali d’Arte-Museo Davia Bargellini http://informa.comune.bologna.it/iperbole/arteantica/eventi/51895/id/101728 <p><img src='http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/fenicotteri.jpg' /></p> I Musei Civici d’Arte Antica, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, e grazie al sostegno di Renzo Zagnoni e dell’Associazione Nuèter, organizzano presso il Museo Davia Bargellini una mostra centrata sul progetto di Giulio Casanova per il Camino dei Fenicotteri, che oggi orna un interno della Rocchetta Mattei sull’Appennino bolognese. Realizzato in maiolica dalla celebre ditta bolognese dei Minghetti, il camino fu oggetto di un particolareggiato disegno preparatorio, conservato nella raccolta del Museo Davia Bargellini, che è il fulcro dell’esposizione, curata da Paolo Cova, Mark Gregory D’Apuzzo e Ilaria Negretti: un caso eclatante, ma poco noto al grande pubblico, che può quindi offrire la testimonianza della migliore produzione creativa della società Æmila Ars, fondata nel 1898 dal restauratore e letterato Alfonso Rubbiani col supporto del conte Francesco Cavazza, con l’intento di promuovere l’industria artistica locale, sull’esempio del movimento delle Arts and Crafts, animato in Inghilterra dall’artista William Morris. Esposto accanto alla riproduzione fotografica del camino, lo studio grafico, in penna e inchiostro, rifinito in acquerello, è affiancato da altri importanti disegni dei primi anni del Novecento, per progetti di mobili, di ceramiche, di motivi ornamentali. Invenzioni dunque di design liberty, acquistati dal Comune nel 1937 e oggi parte delle collezioni Davia Bargellini, di mano dei più celebrati protagonisti dell’Æmilia Ars – i fratelli Giulio e Achille Casanova, Giuseppe De Col – che diedero vita ad una stagione di apertura internazionale per Bologna, riconosciuta dalla critica coeva, come dimostra il successo riscosso alla Prima Esposizione Internazionale di Torino del 1902. Oltre ai progetti grafici, fanno parte del percorso di mostra i ferri battuti del museo, dal Cancello dei Melograni, ideato da De Col e realizzato da Pietro Maccaferri, ai prodotti della Ditta di Sante Mingazzi, noto per il virtuosismo nella riproduzione dei fiori, tanto delicati da sembrare sul punto di muoversi leggeri al soffio del vento (De Morsier). Il percorso dell’esposizione si prolunga idealmente fino alla Rocchetta Mattei di Riola nel Comune di Grizzana Morandi, dove, in via del tutto eccezionale e solo per la durata della mostra, il pubblico verrà accompagnato alla scoperta del Camino dei Fenicotteri, nella speranza che le recenti ricerche favoriscano il suo restauro e la sua pubblica fruibilità. La mostra è stata prorogata al 6 settembre 2020 http://informa.comune.bologna.it/iperbole/arteantica/eventi/51895/id/101728 Sun, 15 Mar 2020 Sun, 15 Mar 2020 http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/fenicotteri.jpg 53174 Museo Davia Bargellini Ebrei in camicia rossa. Mondo ebraico e tradizione garibaldina fra Risorgimento e Resistenza Museo Civico del Risorgimento http://informa.comune.bologna.it/iperbole/risorgimento/eventi/47755/id/100044 <p><img src='http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/1870garibaldi.jpg' /></p> L'esposizione si compone di pannelli didattici e divulgativi, incentrati sul rapporto tra mondo ebraico italiano e tradizione garibaldina. In questa versione bolognese la mostra è corredata di cimeli e documenti originali conservati nel Museo e normalmente non visibili al pubblico, o provenienti da collezioni private. Il percorso prende inizio dalle vicende del Risorgimento e dalla partecipazione alle patrie battaglie, al seguito di Giuseppe Garibaldi, di volontari di origine ebraica; illustra poi il periodo liberale e si sofferma sugli anni della prima Guerra mondiale fino ad arrivare al Ventennio fascista, alle leggi razziali, alla lotta di liberazione e alla rinascita democratica e antirazzista dell’Italia e dell’associazionismo garibaldino. Mostra a cura di Matteo Stefanori, Eva Cecchinato, Federico Goddi e Andrea Spicciarelli. Realizzata dall’Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini (ANVRG) grazie a un contributo del Ministero della Difesa ricevuto in occasione dell’80° anniversario della promulgazione delle leggi razziali (1938). Museo civico del Risorgimento di Bologna, Piazza Carducci 5. Dal venerdì alla domenica 10-14, chiuso dal lunedì al giovedì. Ingresso euro 5, ridotto euro 3. Per le modalità di accesso cliccare qui. Info 051225583 museorisorgimento@comune.bologna.it #photogallery# http://informa.comune.bologna.it/iperbole/risorgimento/eventi/47755/id/100044 Thu, 06 Feb 2020 Thu, 06 Feb 2020 http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/1870garibaldi.jpg 47752 Museo Civico del Risorgimento Piazza Giosuè Carducci 5, 40125 Bologna Figurabilità. Pittura a Roma negli anni Sessanta Istituzione Bologna Musei http://www.museibologna.it/eventi/49900/id/101108 <p><img src='http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/22_fioroni_autoritratto_a_nove_anni.jpg' /></p> La prima sala della collezione del MAMbo viene riallestita intorno a una delle opere più conosciute e ricercate delle raccolte permanenti: Funerali di Togliatti di Renato Guttuso. L’esposizione, a cura di Uliana Zanetti e Barbara Secci, documenta l’emergere di una giovane generazione di pittori nella Roma degli anni Sessanta, in dialogo con le ricerche artistiche e le posizioni politiche di Guttuso, ritenuto il più autorevole pittore figurativo italiano dell’epoca. Opere di Franco Angeli, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Sergio Lombardo, Renato Mambor, Titina Maselli, Mimmo Rotella, Mario Schifano e Giuseppe Uncini vengono messe in relazione con l’imponente dipinto di Guttuso. Archiviata la diatriba fra realismo e astrattismo che, nell’ambito della sinistra, aveva determinato alla fine degli anni Quaranta la pesante rottura fra Guttuso e i membri del Gruppo Forma 1, il maturo pittore guardò con interesse, ricambiato, ai nuovi tentativi di rigenerare la figurazione ibridando immaginario popolare o simboli propagandistici con rimandi storici e stilistici all’arte del passato. Il problema che accomunò molti artisti italiani del periodo fu, del resto, proprio quello di mantenere un rapporto efficace, anche sul piano politico, fra arte e realtà. “Figurabilità. Pittura a Roma negli anni Sessanta” offre lo spunto per riprendere il tema sempre dibattuto dell’attualità della pittura, cinquant’anni fa come oggi; non a caso proprio nel 2020 Arte Fiera e ART CITY riservano un’attenzione particolare a tale medium. Il riallestimento della sala è stato infine occasione per procedere al restauro conservativo di due opere di Renato Mambor e Titina Maselli. Inaugurazione mercoledì 22 gennaio, ore 19 http://www.museibologna.it/eventi/49900/id/101108 Thu, 23 Jan 2020 Thu, 23 Jan 2020 http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/22_fioroni_autoritratto_a_nove_anni.jpg 36485 MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna Via Don Minzoni 14, 40121 Bologna Claudia Losi. Ossi Istituzione Bologna Musei http://www.museibologna.it/eventi/49900/id/101109 <p><img src='http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/7_losi_ossi.jpg' /></p> Il progetto, curato da Matteo Zauli e promosso da MAMbo in collaborazione con Museo Carlo Zauli, coinvolge Claudia Losi, artista italiana dal forte profilo internazionale, che si contraddistingue non solo per la qualità espressiva della propria ricerca, ma anche per l’eterogeneità delle pratiche artistiche e delle tecniche utilizzate, oltre che per le implicazioni poetiche, sociali e paesaggistiche. L'opera si pone come nuovo capitolo di un ciclo di lavori su un tema ricorrente: Ossi, ovvero un gruppo di sculture - costole di balena realizzate in collaborazione con l’azienda di Montelupo Tuscany Art in terra dell’Impruneta e prodotte da Fondazione Museo della Ceramica di Montelupo e Comune di Scandicci - richiama non solo il mistero profondo e l’aurea mistica che il grande cetaceo porta con sé, ma una riflessione profonda su storia e natura e, per deduzione, tra natura e scultura. Ossa di balena che, inoltre, caratterizzano l’identità di più di un luogo; un’opera dunque che affonda le proprie radici in un immaginario antropologico. Inaugurazione mercoledì 22 gennaio, ore 19 http://www.museibologna.it/eventi/49900/id/101109 Thu, 23 Jan 2020 Thu, 23 Jan 2020 http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/7_losi_ossi.jpg 36485 MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna Via Don Minzoni 14, 40121 Bologna Traces Museo Civico Medievale-Collezioni Comunali d’Arte-Museo Davia Bargellini http://informa.comune.bologna.it/iperbole/arteantica/eventi/51895/id/101043 <p><img src='http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/traces_instagram.jpg' /></p> Nell'ambito di Art City 2020 Bologna il Museo Civico Medievale propone Traces di  Ibrahim Ahmed, Evgeny Antufiev, Silvia Camporesi, Kaarina Kaikkonen Giovanni Kronenberg, Beatrice Pediconi, Nazzarena Poli Maramotti a cura di Marina Dacci.La mostra presenta una selezione di opere di sette artisti del nostro tempo che inscrivono nella loro ricerca l'idea di traccia. L'esplorazione del tema si sviluppa in varie direzioni: architettonico-naturalistica, storica, sociale e relazionale. Intervenire in uno spazio storico apre un ventaglio di possibilità immaginative perché il suo patrimonio diviene al tempo stesso traccia e indizio per ricucire nuove possibilità, nuove visioni.Le opere degli artisti invitati si ancorano ai cabinet e alle raccolte ordinate di artefatti medioevali e rinascimentali nelle sale del museo, ai frammenti e ai lacerti di antiche mura, a lapidari e sarcofagi, con un approccio basato sull'assonanza o sullo scarto visivo.Nel lavoro di questi artisti le tracce originano dalla ricerca, ma anche da esperienze che si innestano nella cronaca quotidiana. La storia che punteggia il percorso di un gruppo sociale o di un nucleo familiare diventa pattern, elemento moltiplicatore di forme e materiali che sbocciano l'uno dall'altro coinvolgendo frammenti di forte valenza sociale (Ibrahim Ahmed, Kaarina Kaikkonen).Alcuni artisti invitati hanno a che fare con l'acqua come elemento ispiratore e come medium in sé. Il valore simbolico dell'acqua, nella sua dimensione trasformativa, è cosa nota. Grazie all'acqua, riattivare e fare emergere una immagine significa destrutturare, pulire, sottrarre per poi restituire qualcosa di nuovo (Beatrice Pediconi, Nazzarena Poli Maramotti, Silvia Camporesi). Il rapporto e l'esperienza della Natura e del paesaggio - siano essi naturali, ma soprattutto antropizzati, sia terreni ma anche "ultraterreni" - conduce a travalicare il confine tra il reale e l'immaginifico che l'artista impiega per generare immagini e per trasformare oggetti (Giovanni Kronenberg, Evgeny Antufiev, Silvia Camporesi, Nazzarena Poli Maramotti). Da un lato questo racconta della fascinazione manipolatoria che l'artista subisce in relazione alla materia, dall'altro quanto lo stesso percorso creativo si muova in base ad assonanze e memorie personali che conducono a risultati formali inaspettati. In questo processo passato (storia e esperienza soggettiva), presente (processo creativo in atto) e futuro (capacità di generare il nuovo) si mescolano e si ricompongono, azzerando il concetto di tempo lineare. L'opera d'arte ha a che fare con pensieri rizomatici e con energie circolari. Il mistero pervade in potenza ogni oggetto, ogni materiale, ogni reperto e può e dovrebbe condizionare il nostro sguardo sul mondo e su noi stessi. la mostra è proprogata fino al 5 luglio   http://informa.comune.bologna.it/iperbole/arteantica/eventi/51895/id/101043 Thu, 23 Jan 2020 Thu, 23 Jan 2020 http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/traces_instagram.jpg 36155 Museo Civico Medievale Via Manzoni, 4 40121 Bologna La Galleria de' Foscherari 1962 - 2018 Istituzione Bologna Musei http://www.museibologna.it/eventi/49900/id/100605 <p><img src='http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/7_de_foscherari.jpg' /></p> La Project Room del MAMbo prosegue la sua attività espositiva con La Galleria de’ Foscherari 1962 – 2018, mostra che ricostruisce il percorso di un punto di riferimento per l’arte contemporanea a Bologna e non solo. La Galleria de’ Foscherari, fondata da Enzo Torricelli, al quale si uniscono in seguito Franco Bartoli e Pasquale Ribuffo, nasce nei primi anni Sessanta con un programma culturale al quale è rimasta fedele, svolto in due direzioni strettamente connesse: l’attenzione alla tradizione criticamente consolidata e l’interesse per la ricerca e la sperimentazione. La storica mostra dedicata all’Arte Povera, curata da Germano Celant, induce la galleria a spingere più a fondo il dibattito teorico sull’arte coinvolgendo i più prestigiosi e combattivi critici e storici dell’arte italiani. Sulla linea di un interesse insieme storico e teorico, la galleria ha svolto anche un’attività editoriale rappresentata non solo da cataloghi, ma anche da monografie e da una collana di quaderni su temi specifici. La mostra allestita nella Project Room del MAMbo, seguendo le tradizioni della galleria, vuole essere un ulteriore contributo alla sua lunga e ricca storia e un omaggio alla figura di Pasquale Ribuffo. La Galleria de’ Foscherari 1962 – 2018 accosta un’ampia selezione di materiali storici – fotografie, documenti, cataloghi, locandine, inviti – a una scelta di lavori di artisti che hanno segnato diversi momenti chiave nell’attività della galleria: Pierpaolo Calzolari, Mario Ceroli, Pirro Cuniberti, Luciano De Vita, Marcello Jori, Sophie Ko, Luigi Mainolfi, Piero Manai, Eva Marisaldi, Liliana Moro, Claudio Parmiggiani, Concetto Pozzati, Germano Sartelli, Mario Schifano, Gilberto Zorio. Inaugurazione giovedì 5 dicembre 2019, h 18.30 http://www.museibologna.it/eventi/49900/id/100605 Fri, 06 Dec 2019 Fri, 06 Dec 2019 http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/7_de_foscherari.jpg 36485 MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna Via Don Minzoni 14, 40121 Bologna Imago splendida. Capolavori di scultura lignea a Bologna dal Romanico al Duecento Museo Civico Medievale-Collezioni Comunali d’Arte-Museo Davia Bargellini http://informa.comune.bologna.it/iperbole/arteantica/eventi/51895/id/100205 <p><img src='http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/immagine_guida_imago_splendida.jpg' /></p> La mostra organizzata presso il Museo Civico Medievale, in collaborazione con la Curia Arcivescovile di Bologna, l’Università di Bologna e la Fondazione Giorgio Cini di Venezia è incentrata sull’affascinante e poco studiata produzione scultorea a Bologna tra XII e XIII secolo. L’esposizione, curata da Massimo Medica e da Luca Mor, è l’occasione per presentare per la prima volta alcuni rarissimi capolavori lignei della città, alcuni dei quali restaurati per l’occasione. Tali opere, principalmente grandi crocifissi, consentiranno di fissare una nuova tappa verso la comprensione dei modelli di riferimento nella Bologna di quel tempo. Qui, del resto, il Medioevo fu animato da un fiorente clima multiculturale, favorito sia dalla posizione strategica della città sulla Via Emilia, quindi tra gli Appennini e le direttrici verso l’Oltralpe, sia per la nascita nel tardo XI secolo di una celebre scuola giuridica. Una realtà così cosmopolita garantì un impulso costante per i contatti internazionali, l’indotto dei commerci, lo sviluppo urbano e, non ultime, le commissioni artistiche, tra cui quelle di arredi liturgici e tesori ecclesiastici destinati a soddisfare le crescenti esigenze devozionali. Oggi però di questi manufatti rimane assai poco, come documenta la scultura lignea medievale che, anche a causa della deperibilità del materiale, a Bologna conta soltanto pochi esempi secondo una tendenza che accomuna tutti i grandi centri italiani. Ciò rende ancora più emblematico il valore delle testimonianze locali superstiti che per lo più si caratterizzano di esempi monumentali di elevata qualità esecutiva. Basti menzionare il superbo gruppo della Crocifissione che campeggia nella Cattedrale di San Pietro (tra i più antichi in Italia ancora completi delle figure dei Dolenti), del tutto isolato nel panorama emiliano-padano ed esito credibile di una bottega alpina itinerante specializzata nella lavorazione del legno che realizzò l’opera entro 1184, anno di consacrazione della nuova chiesa avvenuta alla presenza di papa Lucio III. Le novità del Duecento trovano invece riscontro in un pregevole gruppo di sculture stilisticamente omogenee che raffigurano il Christus Triumphans, ormai pervase da un naturalismo gotico modulato in virtù dell’iconografia più o meno arcaizzante. Si tratta del Crocifisso ancora poco conosciuto della chiesa Santa Maria Maggiore, che oggi ritorna all'antico splendore dopo l'importante restauro finanziato dal Comune di Bologna; del Crocifisso nelle Collezioni Comunali d’Arte, riallestito nel corso Trecento su una croce dipinta da Simone dei Crocifissi; nonché del Crocifisso pervenuto alla raccolta d’arte della Fondazione Giorgio Cini a Venezia. L’identificazione di questa importante bottega e l’occasione di esporre insieme le sue opere costituirà pertanto una circostanza pressoché irripetibile, non solo per rendere noti i preziosi dati di restauro e per cercare di approfondire il tema dello spazio liturgico a Bologna tra il XII e XIII secolo (anche grazie all’esposizione di coeve croci dipinte) , ma anche per misurare in dettaglio gli originalissimi effetti locali della rinascenza gotica su un genere artistico così particolare: stimolato in modo sinergico sia dalle novità d’Oltralpe, mediate nel capoluogo emiliano attraverso la circolazione di “arti minori” ( in mostra verranno esposti alcuni preziosi codici miniati ed altri oggetti liturgici) ed eruditi stranieri, sia dall’influsso di quelle toscane che proprio in città manifestarono episodi di primo piano come la famosa Arca marmorea di San Domenico, realizzata per la chiesa omonima da Nicola Pisano e aiuti (1264-1267). La mostra è prorogata fino al  6 settembre 2020 http://informa.comune.bologna.it/iperbole/arteantica/eventi/51895/id/100205 Fri, 22 Nov 2019 Fri, 22 Nov 2019 http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/12/immagine_guida_imago_splendida.jpg 36155 Museo Civico Medievale Via Manzoni, 4 40121 Bologna