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Visita guidata e laboratorio | “Irriducibili sovversivi”: le vicende della famiglia dell’anarchico Anteo Zamboni alla luce dei fascicoli del Casellario politico della Questura di Bologna, 1926-1943

Per la Scuola Secondaria di I e II grado, per gli studenti universitari di storia contemporanea; durata: 2 ore
Il laboratorio didattico affronta l’analisi e la lettura diretta dei documenti prodotti e raccolti dall’Ufficio politico della Questura di Bologna relativi ai membri della famiglia di Anteo Zamboni, l’anarchico che il 31 ottobre 1926 sparò a Benito Mussolini in piazza del Nettuno a Bologna, mancando il bersaglio. Attraverso le vicende esemplari degli zii Virginia Tabarroni, Luigi, Rinaldo e Sisto, e dei fratelli Assunto e Lodovico, si intende introdurre gli studenti ai problemi dell’organizzazione della pubblica sicurezza in Italia, in particolare durante il periodo fascista, caratterizzato dalla stretta contro dissenso e sovversivismo tramite l’adozione di una nuova legge di polizia (1926) e con l’introduzione di strumenti ed istituti assolutamente innovativi, quali il confino di polizia ed il Tribunale speciale per la difesa dello Stato. Il fallito attentato di Anteo Zamboni contro il duce viene considerato così da molti il "casus belli" che spinse il regime ad adottare, il mese successivo, le leggi speciali che, dai primi anni nel segno dell’incertezza, traghettano l’Italia verso una "dittatura a viso aperto".

Informazioni

tel. 051 223891-239590

Informazioni didattica

L'Archivio di Stato di Bologna svolge da molti anni un'attività didattica e divulgativa, rivolta al mondo della scuola, all'università e agli ambienti culturali cittadini, il cui scopo è valorizzare per la didattica della storia le straordinarie risorse delle fonti archivistiche, presentare la concretezza e nello stesso tempo il fascino del rapporto che si può stabilire con il passato umano, attraverso un incontro diretto e fisico con i documenti scritti, nella loro sede naturale di conservazione, cioè in archivio.
I destinatari delle proposte didattiche sono gli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado. La maggior parte dei percorsi prevede una parte espositiva ed una di laboratorio; le attività sono adattabili alle diverse età degli allievi e si prestano ad approfondire tematiche che spaziano dall'età medievale al secondo dopoguerra. Tutti i temi proposti sono sviluppati con riferimento alle fonti conservate dall'Archivio di Stato di Bologna, e consentono ai ragazzi, nel rispetto della tutela dei documenti, un approccio diretto alle fonti.

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