21 Aprile 2011
L'istituzione Musei Civici lancia il progetto "Il Codice QR nei Musei". Dal 21 Aprile disponibile un nuovo modo di interagire con le opere esposte

Askòs Benacci
Askòs Benacci

Una nuova modalità di fruizione delle opere esposte sarà disponibile nei Musei Civici a partire dal 21 aprile, grazie al contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna: fra i primi in Italia, i musei del Comune di Bologna introducono il servizio delle “etichette” in codice QR, che si affiancano alle più tradizionali modalità di promozione e comunicazione al pubblico delle informazioni - siti web, guide cartacee, cataloghi, visite guidate, audioguide - potenziando e rendendo più attuale l'intero sistema di comunicazione dei musei.

Il servizio, realizzato in collaborazione con Loquendo, società del Gruppo Telecom Italia, consente di ascoltare le informazioni e visualizzare foto e video relativi a un’opera d’arte dal telefonino semplicemente inquadrando il relativo codice QR con l’obiettivo della fotocamera. L’innovativa funzionalità sarà disponibile in via sperimentale presso il Museo Archeologico, le Collezioni Comunali d’Arte, il Museo Civico del Risorgimento e Palazzo d’Accursio, per poi essere introdotto nei prossimi mesi negli altri musei civici e coinvolgere infine l’intero centro storico della città, dove saranno contrassegnati da etichette QR CODE anche palazzi storici, chiese e monumenti, suggerendo a cittadini e turisti speciali percorsi a tema (es. la città della musica, Bologna medievale e così via).

Il servizio sarà disponibile per il momento in lingua italiana ma a partire dalla prossima estate sarà introdotta anche la versione inglese.

 

Il codice QR (in inglese “quick response”, risposta rapida) è una sorta di codice a barre bidimensionale in grado di memorizzare una notevole quantità di informazioni, in forma di testo.
Tali informazioni devono essere “lette” attraverso un telefono cellulare, un palmare, uno smartphone o un dispositivo similare, purché munito di macchina fotografica, connessione ad internet e di un apposito software di lettura (in inglese “QR reader”) facilmente scaricabile, anche gratuitamente: una volta “lanciato” il software e inquadrato con la fotocamera il codice QR, il dispositivo accederà direttamente alle informazioni in esso contenute (numeri di telefono o sms, file audio) attraverso una semplice connessione alla rete internet.
Alla base di questa nuovo servizio proposto dai Musei Civici è l’idea di trasformare i dispositivi mobili in moderne audio e video guide, nella convinzione che l’applicazione delle I.C.T. (Information and communication technologies) ai beni culturali sia una delle nuove frontiere delle politiche culturali.

Il museo si evolve dunque da semplice luogo di conservazione di opere e reperti, ponendo enfasi sulla sua missione di comunicazione. L'uso di nuove tecnologie è in tal senso funzionale a raggiungere il grande pubblico - ed anche le fasce più giovani - e ad aumentare i contenuti che il museo è in grado di trasmettere ai visitatori: approfondimenti, rimandi critici e storici ed ulteriori informazioni sulle collezioni e sulle opere più importanti, nonché immagini, documenti, file audio e video, che saranno messi a disposizione gratuitamente ed accessibili con grandissima facilità e flessibilità.

Sarà insomma possibile, a piacimento, integrare la “normale” visita al museo con informazioni aggiuntive, disponibili in tempo reale e direttamente in loco, rendendo la visita stessa un’esperienza davvero ricca, interattiva e partecipativa.

 

Tutti i contenuti, anche quelli testuali, saranno disponibili in formato audio, grazie ad un particolare software di sintesi vocale che li renderà facilmente accessibili anche ai visitatori ipovedenti.

Di Loquendo sono le voci che guideranno i visitatori alla scoperta dei musei e della città di Bologna: «Le tecnologie di sintesi vocale di Loquendo - spiega l’azienda sponsor del progetto - si caratterizzano per fluidità, naturalezza ed espressività, e sono disponibili in un’ampia varietà di voci, risultando particolarmente adatte ad illustrare ai turisti di tutto il mondo le opere d’arte del patrimonio italiano».

 

Per questa prima fase sperimentale, le opere “taggate” con le etichette QR sono oltre 200 (cento al Museo Archeologico, cento alle Collezioni Comunali, una decina al Museo del Risorgimento ed altrettante a Palazzo d’Accursio).

 

Al Museo Archeologico sarà possibile accedere a contenuti speciali legati alle opere di tutte le sezioni, da quella egiziana (dove ad essere taggati non sono soltanto i famosi rilievi della tomba di Horemheb, ma anche i gruppi scultorei, una cista con vasi canopi, il cartonnage di mummia, i bronzetti, gli amuleti) a quella preistorica, recentemente rinnovata. Qui, oltre che sulle singole opere, si potranno ottenere informazioni sulla storia di Bologna nella Preistoria o sui primi strumenti utilizzati dall’uomo circa 800.000 anni fa.

In maniera analoga, le etichette QR distribuite nella sezione etrusca consentiranno di ricostruire, attraverso i materiali più importanti, l'evoluzione dell’insediamento e della società etrusca dall’età villanoviana ed orientalizzante (corredo di aristocratico o corredo della tomba Benacci Caprara 39) alla fase felsinea (situla della Certosa, stele della nave, tomba della sgabello ecc.).

Nella collezione romana sono taggate ceramiche, lucerne, bronzi ma anche preziosi avori (pissidi) e sculture in marmo; si potrà inoltre accedere ad approfondimenti e contenuti inediti, legati al recente riallestimento della collezione.

Contenuti aggiuntivi saranno infine raggiungibili nella Gipsoteca, nella collezione greca e in quella gallica.

 

Alla Collezioni Comunali d’Arte si potrà ripercorrere la storia delle magnifiche sale affrescate, un tempo sede degli Appartamenti del Cardinal Legato, e nel contempo ottenere informazioni sulle opere in esse custodite: nella Sala degli Svizzeri e in quella dei Cavalleggeri, nella Galleria Vidoniana e nelle Sale Rusconi si potranno maggiormente apprezzare, grazie a un centinaio di etichette QR, i soffitti a cassettoni e i fregi alla bolognese, gli arredi di pregio del Sei e Settecento, i dipinti di Donato Creti e Gaetano Gandolfi e le sculture di Giacomo De Maria, ed ottenere curiosità sul significato della denominazione delle sale e sulle biografie degli artisti.

 

Al Museo del Risorgimento ad essere taggate saranno, per il momento, circa dieci opere.

Tra di esse si segnala la mitria e pastorale in bronzo del 1797, originariamente appartenente alla cinquecentesca statua di Gregorio XIII posta sopra il voltone del palazzo comunale, opera sulla quale si potrà scoprire in che modo fu mutata in quella di San Petronio; mentre grazie al QR posto accanto al dipinto di Antonio Muzzi “La cacciata degli austriaci da Bologna l’8 agosto 1848” si potranno scoprire alcuni aspetti delle vicende legate alla celebre vittoria dei bolognesi sull’esercito austriaco.

Lo scranno parlamentare di Marco Minghetti sarà invece spunto per conoscere brevemente la biografia del celebre statista, mentre l’etichetta posta accanto ai manifesti di propaganda per il Prestito Nazionale del 1915-1918 fornirà indicazioni e curiosità sui modi in cui furono lanciati i prestiti e sulla realizzazione dei manifesti e sul significato dei simboli in essi raffigurati.

 

A Palazzo d’Accursio infine, oltre a conoscerne la storia e lo sviluppo, a partire dal nucleo più antico acquisito dal Comune alla fine del Duecento - comprendente fra l'altro l'abitazione di Accursio, maestro di diritto nello Studio bolognese -, si potranno ottenere informazioni su alcuni degli ambienti non sempre aperti al pubblico, come Sala Rossa, Sala del Consiglio Comunale, Sala d’Ercole e Sala e Cappella Farnese, considerati nella loro evoluzione storica e decorativa e nelle diverse destinazioni d’uso in rapporto agli avvicendamenti politici della storia bolognese.

 

Il QR nei Musei Civici di Bologna: come funziona

 

Il cane Tago, Zoom-in
  • Il cane Tago, "taggato" con etichetta QR, presso le Collezioni Comunali d'Arte
Il cane Tago, Zoom-in
  • Il cane Tago, "taggato" con etichetta QR, presso le Collezioni Comunali d'Arte
Cartoncino in distribuzione nei Musei Coinvolti Zoom-in
  • Cartoncino in distribuzione nei Musei Coinvolti

Audio & Video

Audio | Il QR nei Musei Civici: un esempio di file audio